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Cronaca

Partecipate, i lavoratori preparano l’assedio a Tursi. Lunedì autisti Amt in assemblea: “Non vogliamo fare la fine di Atp”

Genova. Prosegue giorno dopo giorno, tra incontri, riunioni e vin brulé per scaldarsi la sera, il presidio permanente dei lavoratori di Amt in piazza De Ferrari. Si fanno i turni, si dorme sui materassi e sulle brandine si riflette su cosa fare martedì. La tensione è alta tra i lavoratori, dopo che il prefetto ieri ha deciso che solo 100 persone potranno entrare in sala rossa, nel giorno in cui il Comune decide la sorte delle società partecipate. Gli altri staranno fuori e potranno seguire la seduta dai maxischermi installati nel cortile, quasi fosse una partita di calcio.

“Se pensano di lasciarci fuori si sbagliano di grosso” è il commento che va per la maggiore tra il capannello dei lavoratori in presidio. Questura e Prefettura sono preoccupate per l’ordine pubblico, anche perché l’assedio di palazzo Tursi, non sarà portato avanti solo dai lavoratori di Amt. Ci saranno certamente anche quelli di Amiu, di Aster, forse ci saranno i dipendenti del Carlo Felice, ma non si escludono altre sorprese. Lunedì i lavoratori di Amt si riuniranno in assemblea per decidere come organizzare la protesta, oltre alla data del prossimo sciopero del trasporto pubblico locale. A circolare tra le varie idee, c’è quella di uno sciopero selvaggio nella giornata di martedì, magari con una modalità simile all’ultima manifestazione di Atp, che ha visto il centro bloccato da decine di bus. Ma sarà solo l’assemblea di lunedì a scegliere, così come le altre categorie di lavoratori interessati dalla delibera potrebbero attuare contemporaneamente proteste clamorose.

A “bloccare” i lavoratori in eccedenza oltre i cento consentiti dovrebbe essere un cordone di vigili urbani, ma molto probabilmente la municipale sarà affiancata da agenti e carabinieri in tenuta antisommossa.

E mentre in queste ore si rincorrono le voci, da quella di un tentativo di “ammorbidire” la delibera a quella di sfilare, all’interno della stessa, la questione del tpl, i lavoratori annunciano che a Tursi ci andranno comunque: “Se davvero verrò sfilata, ma si tratta solo di voci dice Marco Libertini – anzitutto dovremo capire cosa vuol dire questa mossa, ma una cosa è certa: non vogliano fare la fine di Atp. Vogliamo che ci sia un progetto vero per il trasporto pubblico locale, senza fare discorsi fumosi senza alcun appiglio reale, vogliamo sapere come si muoveranno tra vent’anni Genova e i genovesi.