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Omicidio piccolo Ale, la madre: “Rasero non deve fare la sua vita. Non gli permetterò di dimenticare cosa ha fatto”

Genova. “Piuttosto mi faccio 30 anni, ma Rasero non deve farsi la sua vita, non deve vedere i suoi figli, perché lui mi ha tolto il mio. Se verrà assolto, non gli darò la possibilità di dimenticare quello che ha fatto: non me ne vado, deve sapere che sono qua, nella stessa città dove è lui, perché deve ricordare, non deve essere a posto con la sua coscienza. Alessandro non può diventare un fantasma del passato”.

Lo dichiara Katerina Mathas – madre di Alessandro, il bimbo di otto mesi ucciso nella notte tra il 15 e il 16 marzo del 2009 – in un’intervista che sarà trasmessa questa sera a “Quarto Grado” su
Retequattro.

“Faccio il processo perché sono accusata – aggiunge – e voglio rispondere. Non mi sembra corretto che lui sia stato assolto, in dubbio tra l’altro. Avrei voluto essere processata con lui e, ad oggi, lo vorrei anche se non ho ammazzato mio figlio. Spero di fare il processo prima che la Cassazione abbia la possibilità di assolverlo del tutto, affinché io abbia modo di levare tutti i dubbi”.

Katerina Mathas ribadisce ancora una volta: “Ho la coscienza a posto. Ho mille, un milione di colpe, perché mi sono drogata e perché ce l’ho portato, ma allo stesso tempo sento che vengono annullate, perché lui ha ammazzato mio figlio. Quello che ha fatto Rasero supera tutte le mie colpe”.