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Maxi frode su prodotti informatici, arresti e denunce: indagini anche in Liguria

Due imprenditori di Torino, attivi nel commercio internazionale di prodotti informatici, sono stati arrestati dalla guardia di finanza del capoluogo piemontese per un giro di false fatturazioni, con cui avrebbero sottratto al Fisco un imponibile di 80 milioni di euro e 18 milioni di Iva non pagata.

Secondo quanto ricostruito dai militari della fiamme gialle, anche mediante intercettazioni telefoniche, gran parte della merce partiva da società comunitarie e rientrava presso le stesse, senza arrivare mai al consumo finale, attraverso un meccanismo di società, alcune delle quali completamente fittizie o intestate a prestanome, che consentiva di non pagare l’Iva.

Sempre grazie allo stesso meccanismo, i due imprenditori, che hanno 40 e 47 anni, riuscivano a vendere il materiale informatico sottocosto provocando danni alla concorrenza.

Secondo i riscontri investigativi vi sono 58 società coinvolte, 42 italiane e 16 straniere in dieci stati estere e le regioni in cui la guardia di finanza, su ordine del gip torinese Roberta Vicini, sta intervenendo sono Piemonte, Lombardia, Liguria, Toscana, Marche e Lazio.