Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

“Lo Stato prende e non dà niente”. Tigullio: la rivolta dei sindaci

Più informazioni su

Lavagna. Sono disposti a consegnare le fasce tricolori al Prefetto di Genova i sindaci del Tigullio per protestare contro il Governo che ha inserito nella finanziaria un prelievo forzoso dalle casse comunali. I primi cittadini della costa del Tigullio più alcuni dell’entroterra, questa mattina in comune a Lavagna si sono incontrati e hanno deciso di fare squadra contro “uno Stato che cambia le regole in corsa, prende i soldi e non dà niente”.

Dall’incontro è uscito un documento condiviso che verrà presentato al consiglio del Cal, comitato delle autonomie locali, all’Anci Liguria, ai consiglieri e parlamentari liguri, per dire che i primi cittadini non riescono più a governare senza soldi e senza regole chiare vedi le modifiche in corsa sulla Tares.

I sindaci hanno chiesto un incontro urgente al Prefetto di Genova che faccia da tramite per parlare direttamente con il ministro Saccomanni. “I cittadini devono sapere che i gabellieri non siamo noi, ma è lo Stato. E che i soldi che versano non saranno utilizzati per rifare i marciapiedi, i cimiteri, le strade o le scuole, ma andranno a ripianare il debito dello Stato”.

Il Tigullio conta due comuni, Rapallo e Chiavari, al secondo e quarto posto nella classifica delle città a cui lo Stato chiederà di più attraverso il prelievo forzoso inserito nell’ultima finanziaria. Cifra composta da una quota per alimentare il fondo di solidarietà (un terzo del gettito Imu) più il surplus del gettito Imu (vedi seconde case). Al primo posto c’è Roma, al terzo Sanremo.