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Cronaca

Liguria, 20 case famiglia per oltre 160 bambini: quasi la metà per inadeguatezza genitoriale

casa famiglia calamandrei

Regione. Sono circa 20 le case famiglia che operano in Liguria, delle quali 14 aderiscono al Cofamili, il coordinamento Case Famiglia della Liguria, che dall’inizio dell’attività ha accolto 160 minori.

Secondo i dati raccolti a ottobre 2013 i minori che sono stati accolti in queste strutture provengono principalmente dalle famiglie d’origine (il 48% dei casi) o da altre strutture residenziali sociali (il 27%). Il motivo principale dell’inserimento è l’inadeguatezza genitoriale. La permanenza nelle famiglie è per il 29% tra i 7 e i 12 mesi e per il 26% oltre i 40 mesi.

Una volta dimessi un terzo dei minori fanno rientro nelle loro famiglie di origine. “La famiglia per minori – ha sottolineato Nazareno Coppola, presidente Cofamili – è composta da una coppia che sceglie per vocazione di accogliere, assieme ai propri figli, bambini che generalmente sono al di sotto dei 10 anni. La caratteristica è proprio la presenza di una coppia che vive 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno, con i bambini accolti. E’ una scelta di servizio – conclude Coppola – che fai senza chiedere nulla in cambio”.

Si tratta di strutture fondamentali per la rete sociale della Liguria che devono essere rivalutate perché, rispetto alla “filiera” di assistenza professionale, hanno la caratteristica di un supporto che parte dalla convivenza famigliare.

“Crediamo sia importante che alla rete professionale si affianchi anche quella di tipo familiare – ha spiegato l’assessore alle Politiche Sociali della Regione Liguria, Lorena Rambaudi – perché, per ogni progetto individuale, si possano fare scelte su una gamma più ampia di servizi con l’obiettivo, di ridare autonomia e riavvicinare il minore alla famiglie di origine. Noi abbiamo una linea di finanziamento per i piccoli comuni, per l’inserimento in strutture, perché il pagamento delle rette rappresenta una cifra molto elevata per realtà di piccole dimensioni. A fine anno, con l’arrivo del fondo sociale
– conclude Rambaudi – individueremo una cifra da destinare come fondo di solidarietà per i comuni sotto i mille abitanti”.

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