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Legge stabilità, camalli genovesi sul piede di guerra: “Accordi vengano rispettati”

Genova. Dopo il via libera del Senato alla legge di stabilità, c’è grossa delusione tra i portuali genovesi per la mancata approvazione dell’emendamento che prevedeva la possibilità di inserire una sovrattassa sulle merci da utilizzare per la copertura dei costi amministrativi delle compagnie, per finanziare corsi di formazione e sicurezza e per incentivare il prepensionamento.

“E’ un punto – sottolinea Antonio Benvenuti, leader dei ‘camalli’ – che speriamo possa essere ripescato alla Camera, anche se con il voto di fiducia non so se è possibile. Abbiamo avuto due audizioni, al Senato e alla Camera, adesso sentiremo i nostri referenti per capire cosa succede e aspettiamo per giudicare”.

“Nel caso che la legge di stabilità resti invariata – prosegue – ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità. Quando e se ci muoveremo assicuro che ci sentiranno. Noi vogliamo difendere quello per cui abbiamo lottato tanto, si avvicina il redde rationem”.

Riguardo all’emendamento, Benvenuti sottolinea: “E’ frutto di un lavoro collettivo. Tutti erano d’accordo. Poi la politica per i suoi contorcimenti ha evitato di discuterlo. Le cause? Forse la fretta oppure l’azione delle lobby”.

“Ora è concreto il rischio che si rompa la pace sociale nei porti”, hanno sottolineano i sindacalisti
genovesi Enrico Ascheri (Filt/Cgil), Ettore Torzetti (Fit/Cisl) e Marco Odone (Uiltrasporti) commentando la mancata approvazione, all’interno della legge di stabilità, dell’emendamento che prevedeva la possibilità di inserire una sovrattassa sulle merci da utilizzare per la copertura dei costi
amministrativi delle compagnie, per finanziare corsi di formazione e sicurezza e per incentivare il prepensionamento.