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La Regione tratta, i balneari pronti a dare battaglia: “No all’aumento dei canoni demaniali”

Liguria. Balneari pronti alla battaglia contro l’aumento dei canoni demaniali, mentre la Regione prova a trattare. Incontro in Regione tra i rappresentanti della Federazione Italiana Balneari di Confesercenti e l’assessore all’urbanistica Gabriele Cascino. La Fiba ha ribadito la contrarietà assolita all’aumento dei canoni demaniali, per di più “in un momento in cui sono all’esame della Camere nella legge di stabilita emendamenti di riordino di tutto il sistema di calcolo delle concessioni demaniali”.

L’assessore Cascino ha annunciato di voler rivedere l’imposta sui canoni demaniali del 100% e di incontrare nella settimana seguente tutte le categorie sindacali. Per ora la Fiba ringrazia per l’apertura e la disponibilità, ma ricorda: “Pronti comunque a dare battaglia con tutte le altre sigle sindacali in tutte le sedi e modi se venissero disattese queste promesse, sempre nell’ottica che anche il sindacato ritiene importante la difesa del nostro sistema eco-costiero”.

Il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, a proposito della sdemanializzazione delle spiagge proposta con emendamento alla legge di stabilità, ha parlato di “una cosa schifosa” e annunciato proteste. Replica Riccardo Borgo, presidente del Sindacato Italiano Balneari aderente a Fipe-Confcommercio: “Bonelli dichiara che si incatenerà davanti al Parlamento se si giungerà alla vendita delle spiagge? Bene, se lo farà ci incateneremo insieme a lui. Così avremo modo di spiegarli che oggi si sta parlando della vendita non delle spiagge ma delle piccole porzioni delle concessioni già occupate dalle strutture e dai servizi accessori che hanno definitivamente perso i caratteri della demanialità per la trasformazione subita dall’area di sedime. Ciò che avviene, pacificamente e da tempo anche per la realizzazione di strade, passeggiate, piazze o di lungomari ancora su aree demaniali e che i Comuni chiedono siano sdemanializzate per poterle destinare completamente a queste nuove funzioni”.

“Del resto – prosegue Borgo – sembra che la vendita di questi ormai ‘relitti demaniali’ debba avvenire a prezzo non vile ma di mercato. Altro che svendita di spiaggia che non viene affatto toccata, né di svendita perché avverrebbe a prezzo conveniente per l’Erario. Purtroppo siamo costretti ancora una volta ad assistere a un “disco rotto” utilizzato da chi in qualche modo cerca una ribalta politica ormai persa fornendo un’immagine falsa di qualsiasi iniziativa legislativa che riguardi le nostre imprese e avvalorando preconcetti che non trovano corrispondenza nella realtà”.

“Se Bonelli allargasse un po’ il campo della sua analisi e delle sue conoscenze, superando gli angusti confini della lente con la quale osserva questo settore, capirebbe che il sistema balneare costituito da 30.000 imprese è un mondo diverso da quello che rappresenta. Un mondo costituito da gente per bene, di lavoratori che rispettano le regole e che hanno come obiettivo non quello di devastare le coste (peraltro oggi, viste le rigide, severe e giuste regole, è materialmente impossibile anche se qualcuno lo volesse), come lui pensa e dice, ma invece quello di fornire servizi di qualità, di dare occupazione, di far crescere l’economia turistica del nostro Paese senza ledere i legittimi interessi dell’uso pubblico delle spiagge. Quindi, se domani dovessimo trovarci incatenati uno vicino all’altro, potremmo sfruttare l’occasione, finalmente, per ragionare e, forse, mettere fine a un accanimento nei nostri confronti che non ha ragione di essere e finirla con le strumentalizzazioni che, se non sono fatte in malafede, non hanno ragione di essere” conclude Riccardo Borgo.