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Janissa, Gioia, Shpresa, Serena, Angela, Evelina: due anni dopo l’alluvione, Genova non dimentica foto

Genova. 4 Novembre 2013: alle 11 esatte, all’incrocio tra corso De Stefanis e corso Sardegna, è cominciato a piovere. Come due anni fa, quando circa due ore più tardi, l’onda del Fereggiano in piena travolse e uccise sei persone, quattro donne e due bambine.

anniversario alluvione

A loro, alle vittime del Fereggiano, è stata dedicata una stele su iniziativa del comitato di cittadini e in loro ricordo, è stato osservato un minuto di raccoglimento alla presenza del sindaco Marco Doria, del presidente di Municipio Massimo Ferrante, del console onorario di Albania Giuseppe Durazzo, oltre che del comitato e dei familiari delle vittime.

Genova ricorda le sue vittime in silenzio e con una cerimonia sobria. Commosso raccoglimento davanti ai genitori e al fratello di Serena Costa, alla nonna “adottiva” delle due bimbe albanesi, Gioia e Janissa, figlie di Shpresa Djala, anche lei travolta dall’onda in piena del Fereggiano.

“C’è l’attenzione della gente e questa è una cosa molto bella” sono le uniche parole che ha detto oggi il papa di Serena Costa.

Il rappresentante del comitato ha ricordato i nomi delle sei vittime: Shpresa Djala, e le sue figlie Gioia e Janissa, Angela Chiaramonte, Evelina Pietranera e Serena Costa, facendo propria la vicinanza della città ai familiari, e ringraziando Doria per la sua presenza. Il sindaco ha deposto una corona sulla targa ma non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

Genova due anni dopo non riesce a dimenticare, il ricordo è indelebile. “Quello che è successo è stata una grandissima tragedia – ha commentato Massimo Ferrante – L’idea che nel centro di una delle città più importanti di Italia siano morte affogate sei persone ha dell’incredibile”. Esattamente due anni fa è tracimato il Fereggiano, “ma le cause vanno cercate indietro – ha ricordato il presidente del Municipio Media Valbisagno – basta guardare la colata di cemento con cui abbiamo invaso le colline gli anni Sessanta e Settanta”.

E se la speculazione edilizia deve far riflettere oggi “non esiste alternativa a scolmare: o demoliamo le case e liberiamo i rii – ha sottolineato ancora Ferrante – oppure siamo costretti a fare delle opere artificiali che portino l’acqua in eccesso al mare”. Non basta cioè la manutenzione ordinaria per un torrente come il Fereggiano. “E’ a metà della sua portata perché è stata realizzata la via, questo vuol dire che il rio vede dimezzata la possibilità di avere il suo percorso naturale. Le cose sono due – ha concluso Ferrante ricordando l’importanza dello scolmatore – o decidiamo che buttiamo giù i palazzi di via Fereggiano o l’acqua in eccesso va portata al mare, la manutenzione ordinaria è importante, certo, ma in caso di grosse portate non basta”.

Sullo sfondo il fronte giudiziario con l’inchiesta della Procura, che ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex sindaco Marta Vincenzi e gli altri cinque indagati, l’ex assessore alla Protezione civile Francesco Scidone, i dirigenti comunali Gianfranco Delponte, Pierpaolo Cha e Sandro Gambelli e Roberto Gabutti, referente delle organizzazioni di protezione civile. Con l’udienza preliminare che potrebbe essere fissata già entro l’anno. “Ci sono altre persone che hanno responsabilità per quello che è successo, e mi muoverò di conseguenza nelle sedi appropriate”, aveva dichiarato due giorni fa Marco Costa al presidio in via Fereggiano organizzato dal M5S. Ma oggi non era giorno di polemiche, solo del ricordo commosso.

“Due anni e ancora è difficile parlarne – scrivono gli Angeli col Fango sulle Magliette su Facebook- Perché di un dolore come questo si può parlare solo quando le ferite si rimarginano. Oggi il nostro pensiero va a chi quel giorno ha perso la vita, ed il nostro abbraccio alle famiglie che aspettano ancora risposte. Noi le aspettiamo insieme a loro”.