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Economia

Internazionalizzazione, Italia oltre la crisi. Premio a Malacalza: “Abbiate il coraggio di intraprendere”

odone cciaa

Genova. Presentato oggi a Palazzo della Borsa, nell’ambito del convegno “Nord Africa tra instabilità politica e opportunità economiche”, il rapporto 2013 dell’Osservatorio sull’Economia dei Paesi della Costa Sud del Mediterraneo che propone l’istantanea della situazione economica in Marocco, Algeria, Tunisia, Libia ed Egitto.

Secondo il presidente della Camera Paolo Odone, “Non solo nel Mediterraneo, l’internazionalizzazione è la strada maestra per uscire dalla crisi: secondo l’Eurostat, fra ottobre 2008 e giugno 2012 il fatturato estero dell’industria italiana è cresciuto di più di quello tedesco e francese. Lo abbiamo ricordato nel manifesto “Oltre la crisi. L’Italia deve fare l’Italia” lanciato da Unioncamere, Symbola e Fondazione Edison, il cui primo firmatario è il presidente Unioncamere Ferruccio Dardanello: l’Italia non è un paese in declino, è il mercato interno che è crollato per ragioni che non hanno niente a vedere con la competitività delle nostre imprese. E’ il sistema camerale, con 80 milioni di euro di investimenti l’anno, è in prima linea sul fronte dell’internazionalizzazione”

Dall’analisi effettuata dal Prof. Amedeo Amato, direttore dell’Istituto di Economia Internazionale, sui 5 Paesi dell’Osservatorio emerge un peggioramento generale dei principali indicatori economici, ad eccezione del Marocco. Le prospettive a breve e medio termine per le imprese italiane che vogliono investire in Nord Africa restano comunque buone per i settori: edilizia, agroalimentare, macchinari in Algeria; telecomunicazioni, mobili, agricoltura in Libia; tessile, cave e miniere, logistica e trasporti in Egitto; agroalimentare, ferrovie, autostrade in Marocco; tessile, cave e miniere, logistica e trasporti in Tunisia.

Dopo Odone e Amato i lavori, moderati da Ugo Tramballi, editorialista del Sole 24 ore e grande conoscitore di affari internazionali, sono proseguiti con Giuseppe Zampini, presidente Confindustria Genova, a.d. di Ansaldo Energia e premio “Francesco Manzitti” della prima edizione (2008), sul mercato dell’energia nei paesi del Mediterraneo, l’Ambasciatore Armando Sanguini sul panorama politico e sociale del Nord Africa e Roberto Buffagni, amministratore delegato del Consorzio CONISTER con la testimonianza concreta di un consorzio ligure di pmi che lavora, e bene, in Tunisia e Algeria.

Per finire, la consegna dei premi “Francesco Manzitti” ed “Economia Internazionale”, che ogni anno Camera di Commercio di Genova e Istituto di Economia Internazionale assegnano all’imprenditore e all’economista che si sono distinti nel campo dell’internazionalizzazione, e che per il 2013 sono andati rispettivamente a Vittorio Malcalza e Edoardo Reviglio. Da entrambi i premiati segnali di ottimismo per il domani.

Secondo l’imprenditore Vittorio Malacalza “Non occorre nascondersi dietro al fatto che non c’è più futuro, che le possibilità di intraprendere sono venute meno. Anzi i mezzi e le possibilità sono aumentati sia per il livello di istruzione e le risorse economiche disponibili, sia perché siamo in presenza di un mercato globale. Per non parlare dell’informatizzazione. Si tratta di aver voglia di fare. Se dovessi lanciare un messaggio a chi vuole fare impresa direi: non cercate scuse e tantomeno l’approvazione di qualcuno. Ma scegliete di fare qualcosa che abbia senso fare. Abbiate il coraggio di intraprendere in quello che ritenete innovativo e necessario per un futuro orientato allo sviluppo”.

Per l’economista Edoardo Reviglio, che ha studiato a lungo le possibili vie di uscita dalla crisi: “Il problema in questo momento non è l’Italia, è l’Europa, e per risolverlo occorre una nuova politica di bilancio europea. In questo momento ci sono segnali importanti in questa direzione, soprattutto da parte del governo francese, segnali che probabilmente arriveranno a buon fine dopo le elezioni europee della prossima primavera. Per l’Italia dobbiamo abituarci all’idea di una crescita che viene da fuori, non soltanto dall’export ma anche dalle nostre imprese capaci di andare all’estero a lavorare.”