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Il centro storico di Genova scende in piazza contro il degrado, ma gli antagonisti contestano: “Razzisti”

Genova. Finale movimentato per la manifestazione organizzata da residenti, commercianti e comitati del centro storico, che sono scesi in piazza questo pomeriggio per chiedere maggiore legalità e dire basta al degrado. Mentre alcuni rappresentanti sono stati ricevuti dal sindaco Marco Doria, gli altri hanno trovato ad attenderli un gruppo di antagonisti, con tanto di striscioni e slogan: “Il degrado siete voi, razzisti”. Sul posto sono anche intervenute le forze dell’ordine in tenuta antisommossa per tenere separati i due gruppi.

corteo centro storico, contestazione antagonisti

Un finale con sorpresa, quindi, che non ha però impedito ai manifestanti di percorrere in corteo le zone più sensibili della città. “Con il corteo abbiamo deciso di toccare le tappe dell’illegalità, in particolare piazza Raibetta, via San Giorgio, e Canneto il Corto, ma anche via Turati – spiega Otello Parodi, del comitato quartiere del Molo – al contrario di quanto ha detto l’amministrazione, la situazione non è migliorata ed è abbastanza pesante”.

Il centro storico dice basta alle risse fra ubriachi. Basta con gli pseudomercatini illegali. Basta con le postazioni fisse e mobili di spacciatori e basta con la movida senza regole, che priva del diritto alla salute-riposo notturno i residenti. Alla manifestazione hanno preso parte circa 200 persone, quindi un’adesione un po’ sotto le aspettative. “Oggi il centro storico è unito e chiede più legalità – dichiara Marco Ravera, del Comitato Prè Gramsci – siamo un po’ meno di quanto avevamo previsto sicuramente a causa del freddo, ma anche per via della controinformazione che è stata fatta e che ha impedito ad alcune persone di partecipare, ad esempio ad alcuni stranieri”.

I cittadini hanno chiesto anche specifici incontri con il Prefetto e il Questore per ottenere un presidio anche notturno del territorio, maggiore efficacia e dare continuità agli interventi in atto superando l’episodicità che porterebbe alla riproposizione dei fatti.

La sicurezza, infatti, è una delle problematiche che vengono rivelate dai manifestanti. “Qui non si può vivere e nemmeno lavorare, visto che i clienti scappano – dichiara Antonio, fisioterapista – una sera ho dovuto aiutare una mia cliente che si è trovata coinvolta in una rissa in piazza Raibetta e non voleva più tornare nel mio studio”. Residenti e commercianti comunicano i propri disagi e ancora una volta chiedono risposte efficaci per superare questo stato di cose.

In maniera ben diversa, invece, la pensano gli antagonisti, che hanno manifestato il proprio disappunto. “Dovrebbero esserci più mercatini – hanno detto – siete voi razzisti il problema”.