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Giovani e lavoro in Liguria, fino a vent’anni il sogno e poi il disincanto: la raccomandazione prevale sul merito foto

Liguria. I giovani liguri fino a vent’anni credono nel futuro lavorativo, poi si rendono conto che la strada è in salita e soprattutto pensano che sia necessaria la famosa raccomandazione. Questo è uno dei dati principali emersi dall’indagine sull’occupazione dei giovani in Liguria, presentata questa mattina al Liceo Gobetti, in via Spinola di San Pietro a Cornigliano.

studenti rossetti

Organizzata dalla Regione Liguria, con il contributo del fondo sociale europeo, questo incontro ha lo scopo di aiutare a fare il punto sulle prospettive future per i ragazzi fuoriusciti dalla scuola superiore, a due settimane dall’inaugurazione del Salone Orientamenti. La ricerca condotta dalla società SWG, su un campione di 1.023 soggetti residenti in Liguria di età compresa tra i 16 e i 30 anni, è stata svolta in collaborazione con Pomilio Blumm, nell’ambito dei servizi del fondo sociale europeo.

L’obiettivo è quello di delineare l’atteggiamento dei giovani liguri nei confronti della realtà occupazionale, analizzarne i passaggi tra le condizioni di studenti, occupati e disoccupati, studiare i criteri adottati nelle scelte, individuare i canali di ricerca del posto di lavoro, rilevare la percezione dell’attività delle istituzioni nell’ambito dell’orientamento e dell’agevolazione dell’incontro tra domanda e offerta dell’occupazione. “Analizzando i dati ce n’è uno, forse meno evidente, ma che ci deve preoccupare – spiega Rossetti – I giovani hanno paura di dover rinunciare ai propri sogni. Fino ai 20 i ragazzi azzardano ancora qualche sogno, crescendo adottano un atteggiamento sempre più realistico. Un clima di disillusione alimentato da diffuse preoccupazioni, fra cui la necessità di avere conoscenze per poter andare avanti. Dobbiamo fare in modo che i nostri ragazzi continuino a sognare, dando loro però gli strumenti per farlo”, dichiara l’assessore regionale Pippo Rossetti.

“I giovani liguri hanno un senso di positività agrodolce – dichiara Alessandro Spigno, della società SWG – cioè sono consci della difficoltà nel trovare lavoro, anche se c’è la voglia di migliorare e credere in un futuro migliore”.