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Cronaca

Violenza sulle donne, Silp: “Le scelte della Questura non vanno verso la prevenzione”

silp cgil

Genova. In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne che si terrà oggi 25 novembre, il SILP CGIL coglie l’occasione per lanciare ancora una volta l’allarme in merito alle condizioni organizzative e logistiche con le quali devono convivere i pochissimi operatori della Polizia di Stato genovesi che quotidianamente combattono uno dei fenomeni sociali più
subdoli e difficili da debellare.

Mentre la Questura di Genova continua a “non badare a spese” per implementare l’attività mediatica basata prevalentemente sui servizi di ordine pubblico (come noto il SILP CGIL sta sostenendo dure vertenze per esempio contro la sterile militarizzazione di alcune limitate zone della città), continua ad essere assolutamente insufficiente il numero del personale che si occupa della prevenzione dei femminicidi.

La battaglia contro lo stalking dovrebbe essere il principale obbiettivo per una questura che, valorizzando l’insostituibile ruolo della prevenzione, vuole combattere efficacemente il realizzarsi della violenza sulle donne, che spesso si concretizza in lesioni personali ma che purtroppo a volte degenera in omicidio.
Invece nulla è cambiato rispetto a quanto il Silp ha denunciato in occasione del convegno organizzato con la Camera del Lavoro di Genova tenutosi il 10 luglio 2013, infatti la Questura pur avendo ottenuto recentemente dal Ministero dell’Interno un congruo rinforzo di personale, non ha ancora dato un segnale concreto di attenzione al delicato fenomeno.

Proclami e buoni propositi a parte..in realtà non esiste presso la Squadra Mobile una sezione dedicata esclusivamente a combattere lo stalking, visto che il “pugno” o poco più di ottimi investigatori dedicato questa delicata materia, è inserito di fatto nella squadra che si occupa della repressione dei reati contro la persona e operano all’interno di uffici fatiscenti, sporchi e senza spazi adeguati per garantire la privacy alle donne da tutelare..

Per non parlare della mancanza di risorse investigative assegnate per affrontare il fenomeno ai nove Commissariati di Pubblica Sicurezza
presenti sul territorio provinciale, situazione che di fatto impedisce un reale coordinamento con la Squadra Mobile. (ovviamente non solo
per questo tipo di reato)

Occorre pertanto che cambi al più presto il modello utilizzato dalla questura per combattere e prevenire i reati, infatti oggi parliamo
di come combattere la violenza contro le donne ma l’esigenza di cambiamento agevolerebbe la prevenzione dei reati in generale.

Le politiche ragionieristiche sulla sicurezza imposte dai Governi che si sono succeduti nel recente passato, stanno mettendo in ginocchio
il sistema “prevenzione”. I tagli agli stipendi, la benzina i mezzi ect.. stanno rafforzando il virtuosismo di quei questori, come quello genovese,
che hanno come obbiettivo principale quello di dimostrare al Capo della Polizia di essere in grado comunque di fornire il dato statistico di
risultati purtroppo solo virtuali. Basti pensare che si continua a tagliare sullo straordinario per l’attività investigativa e che la questura è
riuscita a tagliare anche sui indennità come i cambi turno presso la Squadra Mobile..un risultato ottimo per le casse del Ministero ma che
certamente non aiuta a prevenire i reati.

Roberto Traverso, segretario provinciale Silp Cgil