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Genova, sciopero dei portuali: “Se non saremo soddisfatti, la lotta si inasprirà” foto

Genova. I lavoratori portuali della Compagnia Unica sono scesi in piazza a Genova per lo sciopero nazionale di 24 dei porti italiani proclamato da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti. “Le motivazioni riguardano l’organizzazione del lavoro nei porti, il rinnovo del contratto e la questione delle autorità portuali – spiega Enrico Aschieri, segreteria Filt Cgil – a livello locale, poi, sono state estese le motivazioni perché abbiamo problemi seri. Il più urgente è quello che riguarda le compagnie portuali, soprattutto la Compagnia Unica, perché rischiamo di compromettere la continuità aziendale e quindi che saltino i posti di lavoro. Siamo arrivati a un modello di porto condiviso, che deve andare avanti così, quindi dal Prefetto ci aspettiamo che sostenga verso il governo gli emendamenti presentati dai sindacati”. Queste sono le motivazioni che hanno spinto i lavoratori a dare vita a un presidio sotto la Prefettura di Genova.

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“Protestiamo per chiedere il rinnovo del contratto nazionale dei lavoratori – spiega il console della Culmv, Antonio Benvenuti – per difendere i dipendenti dell’Autorità portuale e l’esistenza delle compagnie portuali a livello di struttura. “Se non saremo soddisfatti, la lotta si inasprirà – aggiunge – e mi auguro che il governo Letta ci ascolti”.

“I lavoratori non possono continuare a vivere alla giornata”, ha aggiunto Tirreno Bianchi, console della compagnia portuale genovese Pietro Chiesa. La preoccupazione, infine, emerge evidente dalla parole di Laura Ghio, rappresentante del Comitato dei lavoratori portuali. “E’ diventata definitiva l’applicazione del Dl 78, che comporta il ritorno dello stipendio al livello del primo gennaio 2011 e la restituzione degli aumenti contrattuali avuti fino ad oggi. Un attacco al contratto, quindi – dichiara – Chiediamo al Prefetto che venga inserito nella legge di stabilità un emendamento che risolva definitivamente questa situazione molto vecchia”.

Sindacati e lavoratori, in pratica, ribadiscono la necessità di non mettere in discussione il Contratto Nazionale Unico dei Porti che rappresenta un elemento di equilibrio per tutti i lavoratori del porto (ex articoli 16,17,18 della legge 84 /94). Per Filt, Fit e Uilt, quindi, è necessario risolvere il problema legato all’estensione ai dipendenti delle Autorità Portuali delle norme che fanno riferimento ai dipendenti pubblici.