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Genova ricorda gli ebrei deportati, oltre 260 finirono nei lager: duemila persone in corteo

Genova. Una marcia silenziosa punteggiata di torce e composta da circa duemila persone è partita dalla sinagoga ed è arrivata al Carlo Felice per ricordare i settant’anni dalla deportazione di oltre 260 ebrei genovesi, attirati li’ con l’inganno dai nazifascisti che li deportarono nei campi di concentramento.

L’iniziativa, organizzata dalla Comunità ebraica genovese, della Comunità di Sant’Egidio e del Centro culturale Primo Levi, ha visto una forte adesione e il corteo era aperto dallo striscione con scritto “Senza memoria non c’è futuro”. Alla manifestazione hanno partecipato il sindaco Marco Doria, l’assessore regionale Pippo Rossetti e tanta gente comune.

“La memoria di quei tragici avvenimenti non solo non deve essere persa ma deve servire anche per riflettere sulle cause che li determinarono. Alcune di tali cause, sia pure in forme parzialmente differenti da allora, sono presenti nella nostra società e vanno combattute con fermezza – dichiara il sindaco Doria – Mi riferisco al razzismo, all’intolleranza, al disprezzo verso chi viene considerato ‘diverso’. Sono tra i peggiori mali dei nostri tempi e contro di essi, allora come oggi, dobbiamo mobilitare le nostre migliori forze”.

A conclude la cerimonia al Carlo Felice è stato Gad Lerner. “Bisogna far la fatica di immedesimarsi: di chiedere che cosa avremmo fatto noi allora, di riportare quella memoria all’oggi”.