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L’addio di Genova a Raimondo Ricci: folla commossa nella camera ardente in Provincia

Genova. Genova ha portato il suo ultimo saluto commosso a Raimondo Ricci, partigiano, avvocato, parlamentare comunista. Figura storica e bandiera dell’antifascismo. Esponenti politici, istituzioni locali e genovesi, erano in tanti stamani, all’apertura della camera ardente in Provincia, a sfilare nel salone del consiglio provinciale per l’addio all’ultimo eroe della Resistenza.
Sulla bara il fazzoletto dell’Anpi, lo stesso che portano al collo gli uomini del picchetto d’onore,
e quello a righe, bianche e azzurre, dei deportati. Nella sala le bandiere rosse abbrunate delle camere del lavoro, quelle tricolore dei partigiani, il labaro dell’associazione deportati, i gonfaloni di Regione, Provincia e Comune. Tra le persone che sono arrivate a salutare Ricci, anche Pippo Civati, il sindaco Doria, il vicepresidente della Regione Montaldo, il commissario della Provincia Fossati, rappresentanti dei sindacati, l’ex sindaco Pericu, i vertici del Pd regionale, il presidente di Palazzo Ducale Borzani.

“Ho conosciuto il senatore negli anni ’60 quando i giovani come me si avvicinavano alla Resistenza – ha ricordato il commissario straordinario Piero Fossati – e ho avuto il piacere di accompagnarlo in varie commemorazioni. Con un personaggio del genere riuscivi ad apprendere sempre cose nuove, anche per una persona come me che proviene da una famiglia con deportazioni dal nazifascismo.

Lo ricordo ai funerali di un mio grande comandante della Cascione, Curto, a Imperia. Ci ha illuminato sempre con i suoi discorsi, la sua conoscenza e la sua capacità di dialogo. In tutti questi anni – ha sottolineato Fossati – abbiamo sempre avuto un rapporto di amicizia e di sostegno per quella che è stata la lotta della Resistenza”.

Poche parole sentite anche dal sindaco Marco Doria, che ha lavorato a stretto contatto con Ricci, negli anni in cui era direttore scientifico dell’Istituto superiore della Resistenza. “Apprezzavo il suo impegno nel mantenere viva la memoria della resistenza e quel pensare ai linguaggi da utilizzare per raggiungere i giovani”, ha detto il sindaco.

Nel corso della orazione funebre il Presidente dell’Istituto Ligure di Storia della Resistenza, Mino Ronzitti, ha ricordato le tante sfaccettature di Ricci, dalla scelta di diventare partigiano, alla deportazione, sino all’impegno civile, come avvocato difese i lavoratori scesi in piazza a Genova il 30
Giugno 1960, e a quello politico con il lavoro svolto, da senatore nella commissione di inchiesta sulla P2.

Una cerimonia semplice, senza fiori (solo una sulla bara), come ha chiesto la famiglia anche perché, ha spiegato Caterina, una delle nipoti, l’impegno economico è stato devoluto alla costruzione di una scuola secondaria nel sud del Sudan. Alla fine della cerimonia l’inchino delle bandiere e la partenza del
feretro verso Imperia, dove riposerà, nella tomba di famiglia.