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Genova in marcia 70 anni dopo la deportazione degli ebrei: anche Gad Lerner alla cerimonia

Genova. Il 3 novembre 1943, con un agguato dentro la sinagoga, iniziò la deportazione degli ebrei genovesi: furono arrestate circa venti persone, ed altri arresti seguirono nei giorni immediatamente successivi. In tutto furono deportate 261 persone, e fra queste furono solo venti i sopravvissuti.

A 70 anni da quei tragici fatti, la Comunità ebraica di Genova e la Comunità di Sant’Egidio fanno memoria di una delle pagine più nere della vita della città, organizzando una marcia della memoria, perché tutti, soprattutto le giovani generazioni, non dimentichino la deportazione avvenuta durante l’occupazione nazista.

Domenica 3 novembre, alle ore 16,45 una marcia silenziosa dalla Sinagoga di passo Bertorafino al teatro Carlo Felice. Interverranno: il rabbino capo di Genova Giuseppe Momigliano, il sindaco di Genova Marco Doria, Piero dello Strologo, del Centro Culturale Primo Levi, il responsabile della Comunità di Sant’Egidio di Genova Andrea Chiappori Ariel dello Strologo per la Comunità Ebraica di Genova e Gad Lerner giornalista e scrittore.

“Vorremmo veramente fosse una memoria allargata a tutti i cittadini – spiegano gli organizzatori -perché la presenza di tanti genovesi trasformi il ricordo della barbarie e della violenza razzista che si è scatenata nelle nostre strade in un’idea nuova di città. Una città accogliente per tutti, in cui le diversità non divengano mai più motivo di paura, di ostilità, di odio”.