Quantcast

Il Genoa si esalta in trincea: in dieci pareggia 1 a 1 contro il Milan

manfredini genoa

Milano. Cosa importa se il Milan ha bisogno di punti. Cosa importa se una squadra così blasonata difficilmente sbaglia troppe partite di fila. Il Genoa di Gian Piero Gasperini, dopo aver ricominciato a regalare barlumi di spettacolo, vuole andare a divertirsi anche nella San Siro rossonera.

Perin in porta, confermati Antonini, Portanova e Manfredini come tre centrali, Vrsaljko largo a destra, Antonelli largo a sinistra, Matuzalem, Biondini in mezzo al campo, Sampirisi, Fetfatzidis e Gilardino il tridente sporco.

Milan che entra in campo in un clima di contestazione. Tre minuti di densità a centrocampo, con il Genoa ben più organizzato, interrotto da un tiraccio di Muntari che trova un Perin poco reattivo, ma che si salva in corner. Un giro di lancette e lancio di 40 metri di De Jong che trova Kakà, perfetto stop di destro e conclusione alla sinistra di Perin: già 1 a 0 per il Milan.

Il Genoa si organizza e al 7’ su una combinazione Gilardino-Vrsaljko il Genoa trova un rigore sacrosanto su ingenuità di Emanuelson. Batte lo stesso attaccante biellese: realizzazione centrale e potente. 1 a 1.

Nonostante la mobilità di Kakà, il Milan trova molte difficoltà a imbastire azioni pericolose, con Manfredini che tiene a bada Balotelli, mentre Antonini non fatica su Matri. Il centravanti della nazionale si sveglia al 23’, guardato alle spalle da Antonini e Portanova si inventa una rovesciata stilisticamente perfetta, su cui Perin non ha alcun problema a intervenire.

Passa un minuto e ancora Kakà innesca Matri che si presenta a tu per tu con Perin, che questa volta è reattivo e copre lo specchio all’ex bianconero. L’occasione successiva arriva ancora sui piedi di Balotelli al 30’: gran tiro di destro che Perin devia in calcio d’angolo.

Per il Genoa la partita si complica al 35’: cross di Emanuelson, Manfredini si fa sorprendere da Balotelli lo atterra, rigore ed espulsione. L’attaccante della nazionale si incarica di tirare: calcio centrale e prevedibile, Perin non si lascia sorprendere. Il portiere del Genoa si esalta poi su una doppia conclusione di Matri.

Per quanto in inferiorità numerica il Genoa entra negli spogliatoi con il pareggio e con non troppi affanni.

Gasperini ripresenta il Genoa con un 5-3-1, dentro Marchese e Bertolacci, fuori Fetfatzidis e Sampirisi. Il Genoa si chiude con tutta la linea difensiva, il Milan fatica a trovare qualsiasi varco, nel primo quarto d’ora del secondo tempo ci prova Balotelli con tiracci verso il terzo anello.

Il primo tiro in porta degno di nota è di De Jong al 57’: Perin para a terra. Al 58’ Matri anticipa di testa Portanova ed è Perin a dover fare un prodigio per deviare la palla oltre la traversa; dal calcio d’angolo Kakà ancora di testa, ma è Perin a coprire ottimamente il primo palo.

Il copione della partita non cambia: il Milan continua ad attaccare, ma i varchi sono pochi e il Genoa si difende con attenzione e caparbietà. Al 65’ bella combinazione tra i due avanti rossoneri, assist del brasciano e grande tiro di Matri, di poco alto.

Al 70’ ancora Perin si oppone a un colpo di testa di Balotelli da cross di Emanuelson. Passano dieci minuti e all’80’ è Birsa a crearsi una conclusioni dopo doppio passo e tiro rasente, ancora Perin gli dice no. Dal calcio d’angolo giocata sontuosa di Kakà che sfiora l’incrocio.

Al 87’ un Milan che appare sterile nel suo giro palla davanti al muro rossoblù, trova invece un varco perfetto per Birsa che di testa spreca un’occasione ghiotta per pareggiare. In questa fase finale, nonostante il Milan non aumenti i giri, il Genoa concede troppe occasioni: al 90’ è Robinho a girare verso Perin a pochi metri dalla porta.

Il Genoa è stoico nella difesa del fortino, con un Milan che nell’arrembaggio va a calciare proprio all’ultimo secondo l’undicesimo calcio d’angolo, dal quale Zapata manca di un soffio il match point.

Punto prezioso per morale, classifica, autostima. Che Genoa.

Più informazioni