Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

G8 di Genova, per l’ex questore Colucci sentenza d’appello il 6 dicembre. Il pg: “Oscena commistione tra imputati e testimoni Diaz”

Genova. Nuova udienza oggi davanti alla prima sezione della Corte d’appello per il processo che vede imputato l’ex questore di Genova Francesco Colucci, condannato in primo grado a 2 anni e 8 mesi per falsa testimonianza resa durante il processo per i fatti della scuola Diaz. Cinque secondo l’accusa i punti su cui verte la falsa testimonianza di Colucci e, solo su uno, forse il più noto, il giudice di primo grado non ha dato ragione all’accusa, quello relativo all’invio presso la scuola Diaz, dell’allora capo dell’ufficio stampa della Polizia Roberto Sgalla.

Per questo il ricorso, oltre che dai difensori dell’imputato era stato presentato anche dalla procura generale e sostenuto questa mattina in aula dal pg Enrico Zucca

I fatti. In un primo tempo, sia alla Commissione parlamentare che indagava su quei fatti, sia in un’audizione testimoniale ai pubblici ministeri del processo, Colucci avrebbe sostenuto che era stato il capo della Polizia Gianni De Gennaro a chiedere l’invio di Sgalla in via Battisti, prima dell’inizio dell’operazione. Durante l’udienza di primo grado invece Colucci sostenne in aula che era stato lui stesso a mandare Sgalla alla Diaz.
Perché Colucci cambiò versione? La risposta, secondo l’accusa, sta in due intercettazioni telefoniche intercorse tra Colucci e l’allora capo della Digos Spartaco Mortola, prima della testimonianza di Colucci al processo Diaz.
“Io devo rivedere un po’ il discorso di quello che ho dichiarato io di Sgalla, […] Questo… essendo… che…. che… Sgalla, la stampa, eccetera. Questo serve per aiutare i colleghi che sono inquisiti là, a Genova” dice Colucci a Mortola qualche giorno prima della sua testimonianza.
E ancora: “Io alla stampa avevo dichiarato che, praticamente, avevo avvertito… il Capo m’aveva telefonato per la stampa. A questo punto, io devo fare un po’ di marcia indietro e dirò… se me lo richiedono: “Ma Lei aveva dichiarato questo”. “Sì, avevo dichiarato quello, però, ripensandoci bene, sicuramente io ho avvertito Sgalla… io, ma non credo, non mi ricordo, tante telefonate, tanti casini che, magari, non me l’ha detto il Capo”.
Ed è esattamente quello che dirà Colucci davanti al Tribunale di primo grado.

Per induzione alla falsa testimonianza era finito a processo lo stesso Capo della Polizia Gianni De Gennaro, condannato in appello e assolto poi in Cassazione perché secondo la Suprema Corte il fatto non sarebbe stato rilevante.
Ma l’assoluzione di De Gennaro e Mortola, ha sottolineato questa mattina il pg – è arrivata prima della sentenza di Cassazione per i fatti della Diaz, che acquisisce appieno il giudizio formulato dalla Corte di appello di Genova che nella sentenza emessa il 18 maggio 2010 scrive: “La priorità seguita in quel momento era la tutela dell’immagine compromessa della Polizia, tutela operabile con una speculare immagine di efficienza, cioè la rappresentazione pubblica dell’arresto di numerose persone […]. E questo è il motivo per cui venne convocato l’addetto stampa Sgalla ancora prima di sapere l’esito della operazione”.
Una priorità, quella di risanare l’immagine della Polizia facendo molti arresti che arrivò direttamente dall’alto, dicono la Corte di appello di Genova e la Cassazione Diaz.

Il pg ha ribadito quanto già sostenuto davanti al giudice di primo grado e cioè che “Durante il processo di primo grado per i fatti della Diaz una commistione oscena tra alcuni testimoni e gli imputati”.

Un’udienza fiume, quella di oggi. Dopo la lunga requisitoria del pg, durata tutta la mattina e parte del pomeriggio, hanno parlato gli avvocati di parte civile (Emanuele Tambuscio, Laura Tartarini, Emilio Robotti e Gilberto Pagani) e i difensori di Colucci. L’avvocato Mascia, che difende l’ex questore di Genova, terminerà la discussione il prossimo 6 dicembre. Nello stesso giorno le repliche e la sentenza.