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Cronaca

Dall’Olanda al Tigullio, fino a Montecarlo. Denaro e cocaina: in manette i “professionisti dello spaccio”

Genova. Sette ordinanze di custodia cautelare e oltre 20 perquisizioni domiciliari, tutte eseguita nella mattinata di oggi. E’ L'”Operazione Macoku” che ha duramente colpito un’organizzazione criminale dedita al traffico di sostanze stupefacenti importate in Italia dall’Olanda. Gli arresti e le perquisizioni sono stati eseguiti in collaborazione con le Squadre Mobili delle Questure di Milano, Prato, Pistoia, Alessandria e Cuneo, con i Commissariati di Pubblica Sicurezza di Chiavari e Rapallo e con l’ausilio del Reparto Prevenzione Crimine Liguria e delle unità cinofile antidroga della Questura di Genova.

“Era un’organizzazione ramificata. Si trattava – spiega Fausto Lamparelli, dirigente della Squadra Mobile di Genova – di veri professionisti dello spaccio e la Liguria era la piazza principale dell’attività illecita. Circolava tantissimo denaro: pensate solo che uno degli arrestati ha subito una rapina da parte di rivali per oltre 400mila euro”.

L’indagine ha accertato l’esistenza di un gruppo criminale albanese, composto di soggetti tutti provenienti dalla città di Shkoder in Albania che negli ultimi anni ha sistematicamente organizzato trasporti di sostanza stupefacente in Italia, rifornendo di ingenti quantitativi di cocaina la “piazza” del Tigullio. Nel 2010, gli uomini della Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile di Genova, partendo da alcune informazioni raccolte da personale del Commissariato di Chiavari, relative ad accese discussioni tra gruppi di albanesi rivali che si contendevano il mercato nella droga nel Tigullio, hanno iniziato a monitorare alcuni spacciatori i cui contatti e spostamenti hanno portato all’individuazione di una vera e propria organizzazione criminale internazionale ben ramificata.

Gli investigatori hanno ricostruito numerosi episodi di spaccio, anche di ingenti quantitativi di droga, prevalentemente cocaina, individuando i ruoli dei componenti dell’organizzazione, i capi, i custodi dello stupefacente e coloro che si occupavano dello smercio della droga a Sestri Levante, Lavagna, Chiavari, Genova e Prato. A capo dell’organizzazione era Ftoni Zamir, 37 anni, arrestato nel corso della notte a Milano. Era lui che, prevalentemente dall’Olanda, importava quantitativi di cocaina destinata a numerose province italiane dove poi altri complici provvedevano allo smercio al dettaglio.

I carichi di droga, trasportata da corrieri appositamente assoldati ed a bordo di autovetture, raggiungevano la Lombardia e, dopo essere stati divisi per le “piazze” di Milano e Bergamo, in parte raggiungevano anche la Toscana, principalmente le province di Prato e Pistoia. A cadenza mensile, dalla Toscana partivano poi dei “corrieri” che trasportavano almeno due o tre chili di cocaina purissima in Liguria, pronta per essere tagliata e venduta al dettaglio nella provincia di Genova. In questa provincia Chiavari era il luogo di smistamento. La droga custodita a Chiavari veniva poi trasportata da un’altro componente dell’organizzazione, attualmente ricercato, che si occupava di rivenderla sulla piazza di Genova, in particolare nelle zone del ponente cittadino.

Tra i consumatori alcuni insospettabili liberi professionisti, artigiani e piccoli imprenditori, tutte persone con disponibilità economiche che non avevano difficoltà a prenotare e acquistare cocaina anche più volte alla settimana per il proprio fabbisogno personale. A dimostrazione della particolare capacità di penetrazione nel territorio, si è accertato come l’organizzazione criminale monitorata era in grado addirittura di soddisfare le richieste di alcuni clienti di Montecarlo.