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Dal centrodestra alle primarie Pd, dalla decadenza al Porcellum, tutto in un mese. Burlando: “Forse siamo a una svolta”

Liguria. “Un mese per ‪#cambiareverso‬”. Il governatore ligure Claudio Burlando lancia la volata a Matteo Renzi (confermata la tappa genovese di mercoledì al Teatro Modena, unica ligure) e stila le cinque priorità, nonché pericolose strettoie, da cui dovranno passare Paese, Governo Letta e Pd.

In primis, scrive Burlando su Twitter, la scissione Pdl-Nuovo Centro Destra, definita ieri dallo stesso governatore come “una rottura molto forte, un passaggio decisivo della storia politica italiana”, con “Berlusconi all’opposizione” più che con due gruppi alleati a sostegno del Governo Letta.

Al secondo posto la decadenza di “B.”, in teoria il prossimo 27 novembre, al terzo, il pronunciamento della Corte Costituzionale sulla legittimità del Porcellum (3 dicembre). Si arriva così alla domenica dell’8 dicembre e alle primarie del Pd.

Mentre a livello nazionale fra Renzi e Cuperlo è guerra di cifre sui circoli, nelle Convenzioni di Circolo del genovese sembra predominare Cuperlo così come, del resto, aveva predominato Bersani a suo tempo confermando la Liguria regione più Bersaniana d’Italia.

Nei circoli della federazione del Tigullio, ad esempio, Cuperlo è al 47,5%, Renzi al 37,1%, Civati al 15,2% e Pittella allo 0,2%. Cuperlo vince a Casarza, Castiglione, Chiavari, Cogorno, Fontanabuona,Lavagna, Moneglia, Ne, Sestri Levante e Riva Trigoso. A Rapallo, Santa Vittoria e Santa Margherita dove vince Renzi a mani basse, seguito a breve distanza da Civati.

Infine, quinto punto cruciale stilato da Burlando: la legge di stabilità e la conseguente stabilità del governo Letta, con i nuovi assetti che si andranno a disegnare in parlamento dopo la spaccatura del centrodestra.

“E se il 6 fosse scissione Pd ? Io non ho detto nulla”, chiede sarcasticamente Chiara pungolando Burlando su Twitter. “Io penso che non ci sarà. vogliamo smetterla di fare regali a B? (anche perché non se li merita..)”, la risposta a stretto giro del governatore.

“Per legge elettorale non dovevamo aspettare la Corte Costituzionale. Larghe intese per far NIENTE”, twitta ancora Paolo. “Hai ragione. ma dopo non si potrà fare finta di niente!”, controbatte Burlando che un paio di tweet dopo ribadisce il concetto: “Un mese per cambiareverso, eppure è così. forse siamo a una svolta. tutta da vivere”.

E nella piazza virtuale e aperta di Twitter non manca neppure l’accenno alla vecchia polemica dei funghi: “trovati altri porcini? Me ne mandi una cassetta? Grazie”, prova a provocare Francesco. “Troppo tardi”, la risposta tranchant del governatore.

In coda, poi il veleno. Marco Melgrati, capogruppo Pdl ora Forza Italia in Regione, dopo aver “consigliato” a Burlando di occuparsi delle “diverse anime del Pd” e non del centrodestra, avverte: “Stia certo Burlando che da oggi in poi il governo regionale non avrà più l’alibi e la copertura delle ‘larghe intese’, e quello che produrrà il Governo nazionale sarà piena responsabilità del partito egemone, quel Partito Democratico che sorregge Letta, insieme ai centristi (anch’essi a pezzi) e agli scissionisti del Pdl. E può stare tranquillo che l’opposizione sarà ancora più dura, sia in Regione che a Roma, per evidenziare l’incapacità della sinistra di risolvere i problemi del paese. Non si preoccupi dei nostri problemi… guardi i Suoi che ne ha d’avanzo…”.