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Cities for life, contro la pena di morte a Genova si illumina il torrione del Carlo Felice

Genova. Oggi pomeriggio Genova, insieme ad oltre 1600 città di tutto il mondo, aderisce all’iniziativa “Cities for life-Giornata internazionale città per la vita-Città contro la pena di morte”, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio proprio in concomitanza con una data fondamentale per la storia dei diritti umani. Era infatti il 30 novembre 1786 quando il Granducato di Toscana si fece pioniere della prima abolizione della pena capitale in Europa.

Genova, simbolicamente, aprirà la manifestazione con una spettacolare illuminazione del torrione del teatro Carlo Felice, gesto di adesione della città alla campagna contro la pena di morte.
A seguire, nella sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, sarà Rais Bhuiyan a parlare della sua esperienza: sopravvissuto in Texas ad un attacco terroristico compiuto da un giovane che aveva perso una sorella nel crollo delle Torri gemelle, ha scelto di perdonare il suo assalitore per interrompere la catena dell’odio, battendosi fino all’ultimo contro l’esecuzione capitale dell’uomo che ha tentato di ucciderlo solo perché musulmano. Rais Bhuiyan ha fondato l’associazione “World without hate” e continua ad impegnarsi per l’abolizione della pena di morte, incontrando detenuti e studenti per raccontare la sua storia e le sue scelte.

Per il Comune di Genova parteciperà alla manifestazione l’assessore alla Legalità e ai Diritti Elena Fiorini: “L’adesione convinta del Comune di Genova a questa importante manifestazione vuole rappresentare l’impegno dell’Amministrazione per una giustizia più civile e alta, sempre rispettosa del valore della persona. Il coinvolgimento degli amministratori e della cittadinanza per la promozione di una pratica costante della giustizia orientata alla vita e alla fiducia nella persona è essenziale per la promozione di una città e di un mondo capaci di includere e rispettare tutti i cittadini”.

“La nostra carta costituzionale – prosegue l’assessore Fiorini – ha saputo e voluto affermare con forza che una giustizia giusta implica il rispetto per la vita e dare impulso all’eliminazione, seppure in anni recenti, della pena di morte, anche dalle leggi militari di guerra. È importante contribuire a che il percorso per l’abolizione della pena di morte prosegua in tutti gli stati del mondo per testimoniare il rispetto della dignità della vita umana che è inscindibile dall’idea di giustizia.”