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Carasco, i cittadini pronti alla protesta: “Urgente attraversamento provvisorio”. E su crollo Procura nomina superperiti

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Carasco. Il progetto per il nuovo ponte di Carasco, dopo il crollo che ha portato alla morte di due persone, c’è già almeno a grandi linee. Si tratterà di una struttura in acciaio, molto probabilmente a campata unica per ridurre il rischio idraulico in caso di piena del torrente Sturla. Potrebbe essere realizzato nell’arco di pochi mesi, ma per i cittadini della Valfontanabuona, flagellata dal maltempo, questo non è sufficiente.

“Apprendiamo con piacere – fa sapere il Comitato Salviamo la Valfontanabuona – la volontà della Regione Liguria attraverso l’Assessore alle infrastrutture Paita di eseguire in tempi brevi un ponte a campata unica a Carasco”.

Tuttavia per gli abitanti e le imprese della zona c’è un intervento più urgente, quello di “costruire un ponte provvisorio in tempi rapidissimi in località Pian di Rocco con portata superiore alle 10 tonnellate”.

“La costruzione di un attraversamento provvisorio è – dicono i cittadini – indispensabile per la sopravvivenza di alcune aziende”.

Il Comitato ha chiesto un incontro urgente con l’assessore Paita, ma fino a oggi non ha ancora avuto risposta. E i cittadini, se non verranno ascoltato si dicono pronti a forme di protesta.

Per quanto riguarda il tragico crollo del 22 ottobre scorso intanto il procuratore aggiunto Vincenzo Scolastico e il sostituto procuratore Alberto Landolfi hanno nominato i superperiti che dovranno compiere gli accertamenti tecnici Tra i periti, che riceveranno nomina e incarico martedì, il geologo Alfonso Bellini che effettuò le perizie durante le alluvioni di Sestri Ponente e di Genova, l’ingegnere idraulico torinese Marco Tubino e l’ingegnere strutturista Danilo Musso.

Tra i quesiti posti dai pubblici ministeri la manutenzione della struttura e i controlli statici periodici sul ponte. La perizia sarà effettuata con la formula dell’accertamento tecnico
irripetibile.