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Caccia, bagarre sul calendario venatorio: gli ambientalisti attaccano, l’assessore Briano ribatte

Regione. Il calendario venatorio 2013/14 della Regione Liguria è legittimo, che si basa sul parere di Ispra e motiva, con dati scientifici, piccoli scostamenti dal parere stesso”.
Renata Briano, assessore alla Caccia della Regione Liguria respinge al mittente le accuse di Wvf, Lac, e Vas (Verdi, ambiente e società) rilanciate nel pomeriggio.

“Abbiamo fatto il calendario a inizio maggio, rispettoso delle leggi, della fauna e anche del loro diritto a ricorrere – ha spiegato l’assessore con una nota ufficiale – gli ambientalisti, infatti, avevano tutto il tempo per fare ricorso e contestare i punti che non ritenevano giusti. Invece hanno usato tutte le tattiche possibili per sferrare un attacco politico alla caccia nel suo complesso, al nostro entroterra e alla sua fragile economia e all’agricoltura. Io credo che essere ambientalisti sia davvero un’altra cosa”.

“Rivolgersi alla magistratura perché si valutino eventuali abusi o irregolarità della pubblica amministrazione è un diritto costituzionalmente garantito”, avevano ribadito Vas, WWf e Lac. “La Regione Liguria è la prima responsabile dell’impasse che ha portato alle  due precedenti  sospensioni del calendario venatorio.
L’ISPRA, in un articolato parere di sette pagine  reso il 22 aprile scorso all’amministrazione regionale, formulava una serie puntuale di rilievi in materia di pressione venatoria sulle specie selvatiche migratrici, come al solito eluse dall’Assessorato caccia.
Venivano criticate dall’ISPRA, ad esempio,  le date di chiusura della caccia a tordi e beccacce troppo dilatate sino a fine gennaio, l’eccessivo disturbo ai  selvatici nel mese di agosto provocato dall’allenamento dei cani da caccia prima della apertura della stagione venatoria,  i periodi di caccia al colombaccio e agli uccelli acquatici, le deroghe che aggiungono altre due giornate di caccia settimanali (oltre alle canoniche tre settimanali) nei mesi di ottobre e novembre, e i problemi di tossicità nella cottura di carni di ungulati contenenti minuscoli frammenti di piombo di  munizioni , da sostituire con quelle “monolitiche” in rame o altri metalli atossici.
Ma la Regione, pur non di effettuare alcuni ritocchi alla propria delibera, ha preferito rischiare la sospensiva dell’intero provvedimento, e così è accaduto lo scorso 15 ottobre”. Inoltre “L’ argomento agricoltura e cinghiali continua ad essere usato strumentalmente da vari politici regionali come paravento per coprire altre irregolarità”.

L’assessore ligure, torna poi sulle ricadute della vicenda sull’attività venatoria. “Se è vero che gli ambientalisti contestano solo i punti annunciati, va detto allora che la caccia è stata chiusa a tutte le specie in un periodo in cui il calendario venatorio rispettava totalmente i pareri di Ispra. Ricordo comunque che al momento, nessun giudice ha dato torto nel merito, rispetto alle opinioni degli ambientalisti”.

Intanto nella piazza virtuale di Facebook continua il dibattito: tra solidarietà e qualche accusa, pioggia di commenti al post della Briano.