Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Banco Alimentare, distribuite 18 mila tonnellate di cibo: in Liguria oltre 66 mila persone assistite

Più informazioni su

Liguria. In Liguria sono oltre 66 mila le persone assistite dalle 410 strutture convenzionate con il Banco Alimentare. Il dato è stato dato da Gabriella Androghetti, del Banco Alimentare, durante il convegno ‘Azione contro Inerzia’, che si e tenuto in provincia a Genova. Durante il convegno, organizzato da 16 associazioni genovesi che si sono messe in rete, sono stati presentai cinque progetti, dal recupero del territorio, all’arte, passando proprio alla raccolte di alimenti.

“Nel 2012 sono state distribuite 18 mila tonnellate di cibo – spiega Gabriella Androghetti – e ne sono stati sprecati 5 milioni. Il nostro progetto è quello di sensibilizzare al recupero degli alimenti per gli indigenti, perché da una parte vi è una grande richiesta, una grande povertà, dall’altra ancora uno spreco enorme. Ma vi e’ ancora la possibilità di raccogliere cibo. Il prossimo anno si rischia una vera e propria
emergenza alimentare. Infatti, verrà meno il programma di aiuti alimentari europeo, durato vent’anni, per cui abbiamo un grandissimo bisogno di reperirne”.

Il banco alimentare si è già messo all’opera, recuperando ogni giorno i pasti cucinati, ma non consumati, in due mense scolastiche genovesi, e presto aderiranno anche due mense aziendali. “Ci sono stati presentati progetti concreti, ipotesi per il futuro – commenta il commissario della provincia Piero
Fossati – per migliorare il nostro territorio per condividere idee e promuovere iniziative. Le associazioni sono una ricchezza e una risorsa per il nostro territorio”.

L’iniziative delle associazioni genovesi è apprezzata anche dall’amministrazione comunale: “da’ fiducia vedere che insieme di puo’ realizzare qualcosa di concreto”‘ commenta l’assessore comunale alla
cultura Carla Sibilla.

Tra i progetti presentati anche quello di un’imprenditrice genovese, punta al recupero della rosa della Valle Scrivia, proprio come ha fatto la Provenza con la lavanda. “I comuni dell’ entroterra si stanno ripopolando – spiega Antonella Silipigni – e la rosa, con i suoi prodotti, puo’ diventare un’
opportunita di sviluppo e di impiego”.