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Economia

Ansaldo Sts e Fincantieri, levata di scudi dei sindacati: “No alla vendita”

ansaldo sts

Genova. “L’Ansaldo Sts è un gioiello, venderla ad un gruppo straniero è un errore, una sciocchezza. Queste aziende vanno difese”. Lo hanno detto i rappresentanti di Fiom/Cgil, Fim/Cisl e Uilm in conferenza stampa, annunciando la richiesta di un incontro con il governo e sottolineando che “sono possibili agitazioni e anche lo sciopero è da mettere in conto”.

Per Bruno Manganaro (Fiom), “Finmeccanica vuol vendere, forse addirittura mettere all’asta Ansaldo Sts, e noi non siamo d’accordo come non lo eravamo per Ansaldo Energia”. “Pezzo per pezzo – ha aggiunto – in Italia perdiamo l’industria. Noi chiediamo che Ansaldo Sts finisca nella Cassa Depositi e Prestiti e poi si deciderà il futuro con il governo”.

Claudio Nicolini (Fim) ha invece ribadito che “Ansaldo Sts è un’impresa che vuole crescere, non si possono dismettere settori strategici”, mentre secondo Antonio Apa (Uilm) “l’azienda ha lavoro per sei anni e tutte le condizioni perché venga salvata: svenderla è un delitto, un suicidio”.

I sindacati hanno inviato una lettera al presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, e al sindaco di Genova, Marco Doria, affinché chiedano un incontro con il governo “per fermare una vendita sbagliata”.

La conferenza stampa convocata questo pomeriggio è stata anche l’occasione per discutere dell’ipotesi vendita di una quota minoritaria di Fincantieri.

“Sono contrario alla vendita ad un privato del 40% delle quote di Fincantieri e sono anche
contrario ad una sua quotazione in Borsa. Il gruppo va difeso e sostenuto, non stressato con la Borsa”, ha ribadito Manganaro, segretario regionale della Fiom Cgil.

“L’azienda vanta crediti dallo Stato – ha aggiunto – e quindi può essere difesa anche con altri strumenti”. Per Antonio Apa (Uilm) “Fincantieri ha necessità di risorse finanziarie che possono arrivare o dal governo oppure attraverso soluzioni ancora da discutere”. Claudio Nicolini (Fim-Cisl) ha, poi,
espresso dei dubbi sulla possibilità che un privato acquisti il 40% delle quote e ha sottolineato che “per la quotazione in Borsa ci vogliono cinque anni di bilanci in attivo e Fincantieri non li ha”. “Occorre chiarezza – ha concluso – ma il governo non la fa”.