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Cronaca

Amt, irruzione dei lavoratori a Tursi: serrato faccia a faccia con Doria, una protesta al giorno fino a martedì

Genova. Rabbia e protesta. I lavoratori di Amt lo avevano promesso e così è stato: da ieri il presidio permanente in piazza De Ferrari con gazebo gonfiabile e bandiere, oggi un corteo improvvisato da via Roma a palazzo Tursi e ritorno, passando per Corvetto, Portello e gli automobilisti momentaneamente bloccati.

Domani chissà. Un’iniziativa al giorno, lo hanno promesso. Intanto la cronaca di oggi li ha visti sfilare per il centro cittadino fino ad arrivare alla sede centrale del problema: il Comune. Lì saliti al primo piano con megafoni, sirene e fischietti hanno interrotto i lavori della commissione incaricata oggi di discutere la delibera sulle partecipate, che vede parziali percorsi di privatizzazione (anche se su Amt non è presa una posizione certa) e che arriverà in consiglio comunale martedì prossimo.

Poi hanno “sfondato” il salone di Rappresentanza dove sindaco e vicesindaco illustravano il Puc. Doria è uscito dall’Aula e ha portato i lavoratori nel cortile di Tursi: 20 minuti di dialogo serrato, toni accesi e qualche insulto. “O rispetta gli accordi o se ne va a casa”, ha tuonato il segretario della Faisa Cisal Andrea Gatti. L’accordo di maggio “lacrime e sangue” già sudato e digerito a fatica dai lavoratori, prevedeva sacrifici che oggi, invece, sembrano non bastare più. “Capisco anche chi non l’ha votato, ma ha un merito, ha consentito ad Amt, sull’orlo del baratro, di continuare a vivere”, ha detto il sindaco.

“Abbiamo già dato, abbiamo già pagato. Dov’è finita la ricapitalizzazione? Perché si salvano la Fiera e le vetrine della politica e non il trasporto pubblico?”, hanno gridato i lavoratori a Marco Doria. “Anche il Comune ha fatto la sua parte – ha risposto il sindaco – le cifre stanziate negli ultimi due anni lo dimostrano”. Ma a maggio, comunque, il bilancio 2014 era ancora lontano e il buco da 40 milioni anche. Un incontro acceso, ma terminato, sostanzialmente, con un nulla di fatto. “Dica alla città se l’azienda rimane pubblica”, l’esortazione. “Non lo dico qua, in questo modo”. I lavoratori sono tornati a De Ferrari e le proteste, che domani incroceranno lo sciopero generale dei sindacati, ricominceranno fino al 19 novembre.

“Sicuramente creeremo piccoli disagi alla città, ma sarà necessario per non creare grossi disagi quando il Comune delibererà la privatizzazione di Amt e delle altre partecipate”, l’ammonimento di Andrea Gamba, Filt Cgil.