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Cronaca

Amt, trattativa “inaccettabile”: è muro contro muro, domani di nuovo sciopero

Genova. “Condizioni inaccettabili la lotta deve continuare”. E’ ormai buio quando Andrea Gatto, Faisa Cisal apre il portone di Tursi, impugna il megafono e dice quello che ormai serpeggiava da un po’: “Dopo due ore, siamo allo stesso punto di partenza – ha spiegato alle migliaia di lavoratori in attesa dalle 16 di questo pomeriggio – Il Comune non vuole rispettare l’accordo del 7 maggio per la sua parte, il sindaco ha detto che dobbiamo replicare l’accordo anche per il 2014 se vogliamo la patrimonializzazione”. Fischi, urla, i lavoratori esplodono in un boato.

“Sono condizioni inaccettabili, la lotta deve continuare. Siamo stanchi, riprendiamo le forze, domani assemblea generale alla Sala Chiamata. I bus – ha poi sottolineato – non escono dai depositi”. E’ muro contro muro, “O il Comune fa quelle che deve fare e la Regione lo aiuta, o la vertenza finisce male”, la conclusione. Dentro Tursi, l’Aula Rossa riprende i lavori dopo uno stop di quasi due ore.

“Non era una trattativa”. Il sindaco Marco Doria ha relazionato ad un’Aula Rossa attonita l’esito della trattativa con i sindacati, e per cui lui stesso ha chiesto la sospensione del consiglio comunale a porte chiuse, convocato alle 16.30 in un palazzo Tursi blindato. Fuori migliaia di lavoratori in attesa.

La fumata, dopo più di un’ora, è stata nerissima, come da avvisaglie nel primo pomeriggio, e domani Genova vivrà il quarto giorno di seguito senza trasporto pubblico. Non passeranno né autobus né metro né ascensori.

“La trattativa non poteva partire con la richiesta pregiudiziale di conferire denaro o beni immobili – ha spiegato Doria – perché questo doveva essere votato alla fine, dal consiglio comunale, ma si poteva aprire a 360 gradi, con la richiesta di sospensiva del consiglio comunale e in concomitanza, però, con una sospensione dell’agitazione che lede i diritti dei cittadini”.

Il sindaco cioè chiedeva lo stop della protesta. “Mi sembrava una richiesta onesta, ma mi è stato detto no – ha sottolineato – la trattativa secondo l’altra parte poteva cominciare solo se il Comune si fosse impegnato a versare denari, senza dare niente. Ma così non è una trattativa. Nel 2013 la nostra azienda ha raggiunto un equilibrio dei conti grazie al contributo dei lavoratori e del Comune – ha poi ribadito – a questo punto l’incontro si è concluso, il consiglio può proseguire”. Bocciata la proposta di rinvio firmata Lauro (Pdl), e appoggiata da M5S, Lista Musso, Udc, FdS e Lega Nord.