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Cronaca

Affidamento a coppie gay: “Dopo Bologna, anche a Genova spunta un caso”

lilia mulas arcigay

Genova. Grazie alla Cassazione iniziano a cadere i pregiudizi sull’affidamento di bambini a coppie gay. Ora, dopo la noizia che il Tribunale dei Minori di Bologna ha dato in affido una bambina a una coppia gay di mezza età, spunta un altro caso a Genova, una felice convivenza che dura ormai da cinque anni grazie a una coppia lesbica.

Si tratta di una bambina affidata dal Tribunale a una donna vicina di casa; quando lei viene convocata per la pratica di affido e mette in chiaro di essere lesbica e convivente da tempo con un’altra donna, il Tribunale e i servizi sociali decidono di procedere ugualmente. E oggi, a distanza di anni, la decisione si è rivelata giusta perché la bimba vive felice e serena nella sua nuova famiglia affidataria.

“In realtà, da tempo in alcuni Tribunali italiani si è proceduto all’affidamento a coppie non sposate, single e anche omosessuali. Il fatto che il Tribunale dei Minorenni di Genova, dopo quello di Bologna, ne parli esplicitamente non può non essere salutato positivamente”, sottolinea Damiano Fiorato, responsabile dello Sportello Legale di Approdo Arcigay Genova.

“La vera famiglia naturale è quella dove regnano rispetto e amore”, dichiara la presidente Ostilia Mulas. “L’orientamento sessuale non è decisivo per creare buone condizioni di crescita e tantomeno è preclusivo alla tutela del minore. Vorrei ricordare anche che l’affido non recide i legami familiari con la famiglia d’origine: il suo scopo è esclusivamente il benessere di bambini e bambine che si trovano in condizioni di grave disagio. Come riconosciuto dalla Cassazione ed oggi anche dai Tribunali dei Minori è un pregiudizio crudele, basato sul disprezzo e la disumanizzazione nei nostri confronti, che le persone LGBT non possano essere bravi genitori, in qualsiasi forma ci capiti di diventarlo. Ringrazio i tribunali e gli operatori del settore che ci hanno e ci metteranno alla prova senza ragionare in modo stereotipato”.

“Su tali questioni”, aggiunge Giuseppina La Delfa, presidente di Famiglie Arcobaleno “c’è una volontà politica di non vedere i fatti, per non dover concedere riconoscimento e tutele. Ma in Italia, di coppie e single omosessuali e trans che crescono figli ce ne sono a migliaia. È nessuno è ancora riuscito a dimostrare che li crescano meno bene degli altri. Basta con la retorica e l’ipocrisia: più giustizia e verità.”