Via Piombelli, la discarica di rifiuti tossici è ancora lì, gli abitanti: "Da anni attendiamo dati monitoraggio ambientale" - Genova 24
Cronaca

Via Piombelli, la discarica di rifiuti tossici è ancora lì, gli abitanti: “Da anni attendiamo dati monitoraggio ambientale”

Certosa. C’è qualcosa di acre, che prende alla gola e fa bruciare gli occhi a sostare per qualche decina di minuti nei pressi della discarica abusiva di rifiuti tossici di via Piombelli a Certosa. Certo alla vista, rispetto a qualche anno fa qualcosa è cambiato, perché i fusti superficiali sono stati rimossi, un’alta recinzione esterna è stata collocata per mettere in sicurezza l’area e l’alta vegetazione ha fatto il resto, contribuendo a nascondere uno dei più imponenti e pericolosi esempi di inquinamento ambientale della Valpolcevera.

Centinaia, forse migliaia, di fusti, scaricati per anni di notte dai camion sotto il viadotto dell’autostrada, a un poco più di cento metri dal centro abitato. Uno scempio andato avanti per anni. Nel 2001 l’area, di proprietà dei marchesi Cattaneo Adorno, fu sequestrata e dopo le solite lungaggini burocratiche e un contenzioso legale con la proprietà il Comune di Genova ha fatto cintare l’area, prima sono con le reti, poi con alte palizzate.

I fusti superficiali prima coperti da teli, sono stati rimossi, ma sotto ci sono ancora molto probabilmente centinaia di bidoni colmi di sostanze tossiche.
“E’ una storia lunga vent’anni ma che per noi non è affatto finita – dice Enrico D’Agostino portavoce del comitato Liberi Cittadini di Certosa – perché non sappiamo cosa ci sia ancora lì sotto e Arpal non ha mai voluto comunicarci i dati del monitoraggio ambientale, è dal 2006 che stiamo aspettando”.

Vernici, olii reflui e chissà che altro. Sotto il viadotto di via Piombelli c’è di tutto, ma lì scorre anche un torrente che sfocia poi nel Polcevera e la preoccupazione degli abitanti è anche se le acque siano state contaminate. Non solo: “Abbiamo saputo da diversi veterinari che alcuni cani che vengono portati a fare i bisogni in questa zona si sono ammalati di tumore al fegato, e abbiamo anche notizie di una concentrazione più elevata di tumori alla tiroide fra gli abitanti di via Piombelli. Ovviamente non possiamo dimostrare che questo sia direttamente collegato alla discarica, però il dubbio resta, così come la nostra preoccupazione”.

Se qualcosa si è mosso è stato soprattuto grazie all’impegno costante dei comitati di quartiere. La Casa della legalità, che aveva prima la sede proprio in via Piombelli, ha presentato alcuni esposti in Procura, e ha girato dei video sulla situazione della discarica. Grande impegno è stato profuso negli anni dall’allora comitato per via Piombelli presieduto da Patrizia Palermo, oggi assessore all’ambiente del Municipio della Valpolcevera. E’ lei che ha fatto sapere ai cittadini che il Comune ha di fatto chiuso la questione discarica perché una bonifica integrale, come chiedono gli abitanti, al momento è troppo onerosa (il Comune ha perso la causa con i proprietari per la messa in sicurezza dell’area e quindi quasi per certo, anche la bonifica integrale spetterebbe all’amministrazione pubblica).

L’inquinamento sembra un dato certo, complice anche il viadotto autostradale, così come il degrado, visti i rifiuti che continuano ad essere gettati nei pressi del torrente, che rappresentano un ulteriore potenziale rischio in caso di alluvione. Ma quantomeno gli abitanti della zona vogliono sapere da Arpal che cosa stanno davvero rischiando.