Quantcast
Economia

Vendita Ansaldo, si naviga a vista: “Aspettiamo segnale da Governo, altrimenti sciopero”

Genova. Archiviata la crisi di Governo, e il timore delle ripercussioni importanti sulle questioni locali aperte, il dossier su Ansaldo Energia ”non è stato chiuso”. Lo ha detto oggi il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomani in Senato per la fiducia. E quel ”bisogna ancora lavorarci”, aggiunto dal ministro, è un dato di fatto.

Mentre Finmeccanica vola a Piazza Affari, e le indiscrezioni danno un cda straordinario entro la settimana per valutare una proposta della Cassa Depositi e Prestiti, lo sciopero indetto per venerdì dai sindacati, dopo l’incontro di ieri con il ministro Zanonato, non è stato ancora ritirato. Il clima resta quello dell’attesa. Si naviga a vista, per usare una metafora.

Intanto domani mattina in Ansaldo è convocata l’assemblea per spiegare ai lavoratori l’esito dell’incontro romano, aspettando, ora dopo ora, che il nuovo segnale dal Governo arrivi. “Zanonato ci ha confermato di essere contrario alla cessione di Ansaldo e di essere favorevole ad un nuovo polo che comprenda le tre Ansaldo sotto la CdP – commenta Bruno Manganaro, segretario Fiom – Letta sempre ieri ha incontrato Pansa e il vicepresidente di CdP. Bene, ma ora il Governo deve dire chiaramente a Finmeccanica di bloccare, se non ritirare, la vendita di Ansaldo Energia ai coreani”.

Non sono dunque bastate le rassicurazioni di Zanonato, a Genova si aspettano i fatti o, perlomeno, un segnale forte e chiaro che l’operazione vendita venga congelata. Se entro domani il segnale non arriverà, sarà sciopero. “Pansa è pronto, ha già l’accordo in tasca – aggiunge Manganaro – è il governo che può e deve bloccarlo”, altrimenti, crisi o non crisi, dimostrerà di essere debole. “La vera fiducia – conclude il segretario Fiom – sono i fatti”. Per il momento, al posto della concretezza, tra ipotesi di Grande Ansaldo e quote di maggioranza, ufficialità e indiscrezioni, regna ancora l’incertezza.