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Turchino, domani l’apertura del nuovo tunnel dedicato ai Martiri della Resistenza

Genova. La memoria dei 59 giovani antifascisti uccisi a raffiche di mitra dalle milizie repubblichine e naziste il 19 maggio 1944 a Fontanafredda, sul Turchino, sarà scolpita anche nel marmo di due lapidi poste “a loro perenne ricordo” per iniziativa della Provincia e dei Comuni di Mele e di Masone ai due imbocchi del nuovo tunnel di valico che sarà inaugurato domani alle 10.

“Ci sembrava assolutamente doveroso – dice il commissario della Provincia Piero Fossati – con l’apertura della nuova galleria ricordare anche il sacrificio di tutti i Martiri del Turchino, trucidati dai nazifascisti del boia di Genova, l’ufficiale delle SS Friedrich Engels, e simbolo delle vite immolate nella lotta della Resistenza per la riconquista della libertà e della democrazia”.

Quasi tutte giovanissime le vittime furono sterminate in una rappresaglia che andò addirittura oltre la
barbarie del rapporto di dieci vite per ogni tedesco ucciso imposto dal famigerato bando Kesserling, quattro giorni dopo l’attentato del 15 maggio 1944 al Cinema Odeon, riservato ai militari tedeschi, dove una bomba dei Gap genovesi uccise cinque marinai e ne ferì quindici.

Cinquantanove antifascisti, prelevati dalla IV sezione del carcere di Marassi nella notte fra il 18 e il 19 maggio furono così trasportati in camion al Turchino e nelle prime ore del mattino, a Fontanafredda,
mitragliati a gruppi di sei sopra la fossa comune che il giorno precedente un gruppo di prigionieri ebrei era stato costretto a scavare.

Diciassette giovani erano stati catturati in aprile durante l’eccidio della Benedicta e quarantadue in operazioni e rastrellamenti contro formazioni partigiane di altre zone. Dodici non sono mai stati
identificati. Fra le vittime dei nazifascisti al Turchino caddero anche il partigiano “Italo” Giancarlo Odino (medaglia d’oro al valor militare alla memoria, ufficiale delle forze armate italiane e poi fondatore
della Brigata autonoma militare partigiana che combatteva nella zona del Tobbio), il partigiano “William” Isidoro Pestarino (anch’egli ufficiale delle forze armate italiane sino all’8 settembre 1943 e poi
nella Resistenza, catturato al Tobbio), l’operaio Rino Mandoli, partigiano “Sergio Boero” (medaglia d’argento al valor militare, commissario politico della III Brigata Garibaldi, caduto nelle mani dei
nazifascisti ai laghi della Lavagnina) Mario Dagnino (partigiano come il fratello Nicolò caduto combattendo a pochi giorni dalla Liberazione) che alla Benedicta si sganciò dall’assedio, ma fu catturato pochi
giorni dopo a Genova e lo studente Walter Ulanowski, fatto prigioniero alla Benedicta. Ai Martiri del Turchino è dedicato anche un sacrario partigiano sulla strada per il passo del Faiallo.