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SlotMob contro l’azzardo: tiro alla fune in via Cairoli per dire no ai videopoker

Genova. Alla fine hanno avuto anche un riconoscimento economico per la loro scelta. Sono i bar “L’Aperitif” e “Barpagianni” in via Cairoli, a Genova. Casi esemplari, perché hanno scelto di non installare le slot machines. Una scelta premiata questa mattina dagli organizzatori dello SlotMob, flash mob contro il gioco d’azzardo, che hanno deciso di consumare proprio nei due locali “slot-free”.

Numerosa la partecipazione questa mattina alle 11 per dire ancora una volta no al gioco d’azzardo, tra una partita a calcetto ed il tiro alla fune, i giochi “vecchi”, caduti in disuso, ma da riscoprire. Un’iniziativa che sembra quasi rispondere alle dichiarazioni di ieri da parte di chi rappresenta i gestori delle slot. “Ci risulta strano che a Genova – aveva detto Massimiliano Pucci, vice presidente Confindustria Sistema Gioco Italia – dopo le 19.30, non giochi più nessuno, secondo noi chi gioca dopo dà i soldi all’illegalità. Secondo elemento, forse più importante: abolendo il gioco pubblico perdiamo una grande occasione. Noi stiamo facendo un investimento di 1 miliardo e mezzo che innalzerà livello di sicurezza degli apparecchi e inibirà il gioco ai minori. A Genova non lo potremo fare. Siamo di fronte ad una legge abolizionista, che non vuole regolare in alcun modo il gioco d’azzardo”.

Era insomma arrivato l’attacco al regolamento emanato dal comune di Genova alcuni mesi fa, teso a limitare orari e nuove aperture di sale slot in città. Una critica respinta al mittente da parte degli organizzatori del flash mob: “Il regolamento comunale frena le nuove aperture e perciò va nella direzione giusta. In Italia si è concesso già fin troppo al gioco d’azzardo, è l’ora di smetterla”.

Foto di Angelo Lavizzari