Scrivia, moria di pesci dopo sversamento: tre giorni di stretto controllo, spunta ipotesi azione volontaria - Genova 24
Cronaca

Scrivia, moria di pesci dopo sversamento: tre giorni di stretto controllo, spunta ipotesi azione volontaria

arpal monitoraggio

Busalla. Lo Scrivia è ancora sotto controllo. Dopo lo sversamento avvenuto ieri all’altezza di Busalla, Arpal continua i monitoraggi sul torrente. La sostanza fuoriuscita dalla Iplom, un liquido utilizzato per pulire cisterne e condotti, è infatti in grado di rilasciare idrocarburi anche a distanze di ore, 72 al massimo.

Per tre giorni, quindi, i tecnici controlleranno lo stato delle acque, mentre cresce l’importanza dell’utilizzo di panne e autospurgo per catturare più sostanza possibile e arginare il pericolo di inquinamento.

I risultati dei campionamenti eseguiti a valle dell’ultima barriera fin’ora hanno riportato una netta diminuzione della concentrazione di idrocarburi in acqua, segno che le barriere hanno funzionato. Come c’era da immaginare, però, nelle anse del fiume i pesci sono morti a decine. Un fenomeno previsto, ma che ha portato Arpal a prendere ulteriori campioni per procedere agli esami tossicologici. Per quanto riguarda il tratto piemontese, dove nei primi momenti si concentravano le preoccupazioni più grandi per il rischio di un inquinamento all’acquedotto, i campionamenti continuano a dare esiti negativi.

Sul fronte giudiziario, invece, mentre le indagini degli ispettori Arpal continuano, la Procura di Genova ne attende gli esiti. Il pubblico ministero Francesco Cardona Albini ha aperto un fascicolo per inquinamento ambientale, a cui però potrebbero aggiungersi altre ipotesi di reato. Da prime indiscrezioni potrebbe non essersi trattato di un guasto tout court, ma di un’azione volontaria. Forse l’apertura di un rubinetto, forse un errore nella gestione del liquido fuoriuscito. Sarà la relazione degli ispettori, su cui permane l’assoluto riserbo, a chiarire la strada su cui si muoverà la Procura.