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Cronaca

Scooter rubati e smontati nel bagagliaio: due arresti a Genova

Genova. Ieri pomeriggio il cortile della Polizia Stradale di Genova Sampierdarena sembrava un concessionario di moto: in bella vista quattro scooter quasi nuovi che poco prima stavano per essere imbarcati sulla nave che li avrebbe condotti in Tunisia.

Verso le 14:30 una pattuglia al casello di Genova Ovest aveva infatti fermato B.F.K., un tunisino di 42 anni residente in Francia, che alla guida della sua Mitsubishi trainava un carrellino. Su quest’ultimo appariva una “piramide” di masserizie coperte da un grande telone verde.

Tolta la coperta, tra pentole e tappeti, gli agenti hanno trovato ben smontati ed occultati tutti i pezzi di due scooter Yamaha NEOS 50 rubati in Francia proprio qualche giorno prima, e ciò veniva subito accertato grazie alla collaborazione già avviata da tempo con le autorità francesi.

Il tunisino ha giustificato il possesso di quei mezzi come regalie da parte di amici, ma il furto era talmente fresco che addirittura il bloccasterzo degli scooter era ancora inserito. Ovviamente mancavano chiavi e documenti.

Più tardi, verso le 15, direttamente nel porto di Genova è stato fermato da una pattuglia in borghese della Stradale di Sampierdarena R.H., un altro tunisino di 45 anni residente a Serramazzoni (MO) ma anche lui alla guida di un monovolume Citroen francese all’interno del quale, anche questa volta, tra bagagli e materassi spuntavano debitamente smontati altri due scooter (un MBK OVETTO ed un MBK EXTRA STUNT FUN) rubati in Francia qualche giorno prima. Anche per questo accertamento le conferme sono giunte da Oltralpe.

Nel tardo pomeriggio B.F.K. e R.H. sono stati portati in carcere a Marassi, accusati entrambi di riciclaggio, oltre all’evidente pericolo di fuga all’estero.

I quattro scooter, sequestrati, attendono ora di ritornare in Francia dai legittimi proprietari.

Portare dall’altra sponda del mediterraneo motocicli rubati appare ultimamente un fenomeno in aumento. Smontare uno scooter, occultarlo, magari dividerlo su più auto per poi ricomporlo a destinazione appare certamente più agile e discreto rispetto all’analogo traffico di autovetture, Polizia Stradale permettendo.