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Cronaca

Schianto mortale in A12, morirono due giocatori del Pro Recco: oltre a Bozzo indagati per omicidio colposo anche due dirigenti di Autostrade

Genova. Alessio Bozzo, il 27enne che la mattina di sabato 13 aprile alla guida della sua Lancia Y si schiantò sulla A12, è stato indagato per omicidio colposo con violazione del codice della strada. Nel terribile incidente, nella galleria tra Genova Est e Nervi, persero la vita i suoi due amici e compagni di squadra (Pro Recco calcio), Luca Ferreccio, 31enne di Avegno e Simone Picasso, 25 anni di Sussisa, un paesino sulle alture di Recco.

Quella notte, secondo la perizia fatta eseguire dal pubblico ministero Stefano Puppo, Bozzo guidava con un tasso alcolemico di 1,49 e la sua auto sfrecciava, prima dello schianto, a 150 Km/h.

Ma Bozzo, secondo la Procura di Genova, che questa mattina ha inviato alle parti l’avviso si conclusione delle indagini preliminari, non è l’unico colpevole di quella tragica morte. Perché il ribaltamento dell’auto, che ha fatto sbalzare via uccidendoli i due ragazzi (che erano senza cintura di sicurezza) è stato causato anche dalla presenza nella galleria di un pezzo di guard rail sporgente, che doveva proteggere una colonnina dell’Sos, ma la centralina non era più in funzione e il guard rail doveva essere stato rimosso da tempo. Per questo la Procura ha indagato per omicidio colposo plurimo anche due dirigenti di Società Autostrade, Riccardo Rigacci, direttore del primo Tronco dell’A12 e Donato Maselli, responsabile di esercizio.

La tragedia avvenne alla fine di un venerdì come tanti: i tre amici erano andati a godersi la movida genovese nei locali del centro storico, per poi fare ritorno a casa nelle prime ore del mattino. Alessio Bozzo, alla guida della Lancia Y, percorreva la A12, in direzione Recco, quando verso le 4, perse il controllo dell’auto, si spostò quindi a destra, forse per un colpo improvviso di sonno dovuto al troppo alcol, e colpì la parte metallica a protezione della Galleria Quezzi. In pratica l’auto raschiò a lungo il muro della galleria, fino a trovare l’ostacolo fatale che la fece ribaltare.

Bozzo fu ricoverato solo lievemente ferito in stato di shock all’ospedale San Martino. In un primo tempo venne arrestato dalla Stradale, ma il pm non convalidò l’arresto. Ora il ragazzo rischia parecchi anni di carcere (teoricamente fino a 21 anni), anche se probabilmente il fatto che i due amici non indossassero le cinture di sicurezza potrebbe portare a una qualche mitigazione della pena.