Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Sampdoria-Atalanta: le nostre pagelle

Un primo tempo imbarazzante, una ripresa giocata con il piglio di chi vuole portare a casa i 3 punti. La Sampdoria batte l’Atalanta e vola a quota 9 punti in classifica. Sorride Rossi anche se non sempre 45’ potranno bastare per portare a casa il bottino. Brillano le stelle di Eder e Mustafi (suo il gol che stende la Dea), malissimo Palombo sostituito nell’intervallo.

Da Costa 6,5: è reattivo nelle uscite, legge alla perfezione un contropiede dell’Atalanta anticipando Denis sulla trequarti avversaria. Se non ci arriva lui, lo salva la traversa; la fortuna aiuta gli audaci. Benedetto.

Mustafi 7: suo il gol che fa impazzire la Sud e regala il primo successo casalingo della stagione alla Sampdoria. E se lo merita tutto. Ha cominciato con il conquistarsi un ruolo da titolare, poi si è andato a prendere anche il rispetto e la stima dei tifosi; merito di prestazioni fatte di grinta, sostanza e quando serve calcioni. Adesso ci mette pure i gol. Indemoniato.

Gastaldello 6: il capitano questa volta se la deve vedere con Denis. Uno scontro che lo vede uscire vincitore, senza dover strafare, al triplice fischio: l’argentino non riesce in nessun modo a minacciare la porta di Da Costa. Sereno.

Costa 6,5: nel primo tempo è l’Atalanta a fare la partita. Si ritrova spesso a tu per tu con Maxi Moralez e Brienza, giocatori che fanno di dribbling e fantasia il proprio punto di forza. Con il 3 blucerchiato contro gli riesce tutto un pochino più difficile. Puntuale.

De Silvestri 6: nel primo tempo non riesce mai a sganciarsi; resta inchiodato dietro per arginare le iniziative di Raimondi ma l’esterno nerazzurro riesce a rendersi pericolo in più di un’occasione. Meglio nella ripresa, specie quando gli ospiti restano in 10. Altalena.

Palombo 4: non può essere quello vero, sarà un clone difettoso. Torna a centrocampo ma sembra essersi dimenticato come funziona da quelle parti. È lento, macchinoso e soprattutto impreciso: i suoi lanci non li arpionerebbe nemmeno il miglior Cassano della storia. Controfigura. Dal 1’st Gentsoglou 6: non fa nulla di straordinario ma sbaglia poco. Con lui in campo la squadra di Rossi torna a giocare in 11. Pronto.

Obiang 5,5: non è ancora il Pedro delle migliori occasioni, nel primo tempo pare addirittura quello delle peggiori. Ma nella ripresa qualcuno sposta il pulsante su “on” è lo spagnolo si sveglia. Resta imperdonabile l’errore davanti a Consigli. Ipnotizzato.

Regini 6: più audace del compagno di squadra che galoppa sulla destra. Rincorre i vari Moralez, Bellini e Nica di turno, fatica ma tiene il passo. Cresce nella ripresa al pari della squadra. In fase difensiva il suo contributo è prezioso. Generoso.

Bjarnason 6: il calcio islandese non ha mai regalato fenomeni ma giocatori che non si arrendono e combattono dal primo all’ultimo minuto, quelli si. Il numero 22 della Samp ne è la dimostrazione. E poi l’angolo che regala il vantaggio al Doria è roba sua. Decisivo.

Gabbiadini 6: nel primo tempo ha il merito di essere l’unico a cercare la porta, un tiraccio ma almeno ci prova. Nella ripresa sfiora il gol capolavoro, un sinistro al volo che esce di un soffio. Innesca il suo mancino in più occasioni ma non è giornata. Dispiaciuto. Dal 37’st Pozzi sv: dopo il gol di Livorno merita almeno qualche minuto. Applaudito.

Eder 7: comincia la partita abbandonato là davanti con Gabbiadini. Nella ripresa la squadra alza i ritmi e il brasiliano tiene botta, anzi di più. Comincia a correre a cento all’ora, dribbla, inventa assist e impegna Consigli. E poi costringe gli avversari in 10, cosa che vale quanto un gol. Sfiancante. Dal 32’st Soriano 6: entra a giochi potenzialmente fatti; spara un paio di missili, sempre in gradinata. Affamato.