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Riecco Gasperini: “Genoa scelta di cuore. Gioco e mentalità, riconquisteremo i tifosi”

Pegli. Gian Piero Gasperini è tornato a casa. Vederlo nella sala stampa del Signorini sembra la cosa più normale del mondo. Eppure mancava dal novembre del 2010, giorno del tanto discusso esonero. Le ruggini con Enrico Preziosi sono sepolte nel passato. Conta solo il bene del Genoa e della sua tifoseria, una tifoseria ringalluzzita dal gran ritorno di Gasperson.

Apre la conferenza l’amministratore delegato rossoblù Alessandro Zarbano: “Gasperini lo conoscete tutti, il percorso che ha fatto a Genova parla per lui. Ripartiamo con lo spirito collaborativo del minuto precedente a quello in cui ci siamo lasciati”.

Tocca quindi a Gasperini, diretto e deciso come sempre: “È passato un po’ di tempo ma l’impatto è quello di un ritorno a casa. Ho ritrovato tutto come l’ho lasciato, alcune strutture sono migliorate. Ma sono passati 3 anni ed è tutta un’altra situazione. Sono molto emozionato e ho grandi stimoli. Questa città e questa piazza l’ho sempre vissuta e sentita mia. I tifosi mi hanno sempre dimostrato grande affetto e mi ritrovo fra le mani l’opportunità di ricambiare tanto affetto”.

E ancora: “Preziosi l’ho sentito per la prima volta dopo Genoa-Napoli. A volte si ricordano solo i due mesi di difficoltà ma con il presidente ci sono stati anche diversi momenti molto belli; l’affiatamento si riconquista e si recupera. Ho avvertito in lui l’esigenza e la volontà di far bene. Lo abbiamo già fatto per anni e cercheremo di ripeterci, il mio arrivo non va confuso con una soluzione tampone. Il presidente ha voglia di far calcio e questo è un segnale importante. Quando si ritorna dove si è fatto bene ci sono tante trappole e grandi aspettative ma noi abbiamo tanta voglia di sorpredere e non faremo calcoli”.

A Gasperini i tifosi chiedono punti e gioco: “Il Genoa ha vissuto dei momenti di difficoltà. La sensazione è che sia tornata a esserci grande fiducia; dobbiamo ripagare la gente. Devo far capire ai miei giocatori che cosa vuole la gente. Dobbiamo affrontare gli avversari con fiducia. Sappiamo che incontreremo delle difficoltà, in questo campionato non ci sono squadre materasso. Con la gente che ci spinge riusciremo a essere ancora più forti. La classifica parla di tre campionati e noi al momento apparteniamo a quello delle squadre che devono salvarsi”.

Il tecnico ha bisogno di tempo: “Mi ritrovo a disposizione 27 giocatori e 4 portieri. Non amo rose tanto ampie ma tireremo fuori il meglio da ciascuno, un compito mica da ridere. Ho l’esigenza di trovare la giusta dimensione. Ho tanti giocatori da scoprire, siamo in ritardo sulla tabella di marcia e questo non possiamo permettercelo. Gli altri sono già pronti, bruciamo le tappe. Adesso ci aspetta la partita importante di Catania, poi arriva la sosta che ci permetterà di lavorare con tranquillità. Ma certo serve un’accelerata. Dobbiamo darci un’identità e individuare subito i giocatori in condizione”.

Sul passato: “Tutte le esperienze, anche quelle negative, ti lasciano qualcosa. La possibilità di andare alla Sampdoria? Avevo solo ricevuto apprezzamenti da parte del presidente Garrone. Al Genoa mi ha riportato anche il cuore. Penso al pubblico, all’entusiasmo, allo stadio e ai tifosi. In Italia ci sono poche altre realtà con queste caratteristiche. Mi è mancato l’ambiente. Certo dei miei giocatori non c’è più nessuno, hanno smesso tutti…”.

E quindi largo ai nuovi, a Gilardino e Lodi, ai nuovi esterni e ai difensori arrivati in estate. Con Gasperini in panchina (coadiuvato dai collaboratori di sempre e da quelli che affiancavano Fabio Liverani) sembra poter andare bene chiunque.