“Reversal cash trapping”, la nuova tecnica per svaligiare i bancomat. Sgominata banda, 21 colpi a Genova - Genova 24
Cronaca

“Reversal cash trapping”, la nuova tecnica per svaligiare i bancomat. Sgominata banda, 21 colpi a Genova

Bancomat contraffatti

Genova. “Reversal cash trapping”: questo è il nome della nuovissima tecnica con cui una esperta banda internazionale manometteva e saccheggiava gli sportelli bancomat di decine di istituti di credito di mezzo Nord Italia. Cinque sono i romeni arrestati dai carabinieri di Santa Margherita, accusati di almeno 35 furti avvenuti tra Liguria, Toscana, Marche e Veneto.

L’indagine è partita da un colpo avvenuto nello scorso mese di maggio a Bogliasco e ha visto l’impegno dei militari della Stazione di Pieve Ligure e del Nucleo Operativo della cittadina rivierasca, coordinati dalla Procura della Repubblica di Genova, con il supporto dei vari Comandi competenti per territorio.

L’attività investigativa ha permesso di attribuire agli indagati almeno 35 furti commessi in Toscana, Marche e Veneto, oltre che nella provincia di Genova dove sono stati scoperti 21 furti, manomettendo 10 sportelli bancomat. Sono in corso, al riguardo, ulteriori accertamenti poiché non è escluso che il sodalizio criminale possa avere operato in precedenza in altre aree del territorio nazionale ed estero.

Grazie ai sopralluoghi e rilievi effettuati, con la collaborazione degli stessi Istituti bancari, è stata individuata una nuova tecnica usata dagli autori dei furti, denominata “reversal cash trapping”. Si tratta di una metodologia che, approfittando di un gap elettronico e con uno strumento meccanico, una particolare “forchetta cattura banconote”, consente su alcuni apparati bancomat di forzarne il sistema.

Tale tecnica si differenzia dal “classico” e già noto “cash trapping” per il fatto che l’autore del reato non si avvale più dell’ignaro cliente che cerca di prelevare con la propria carta il denaro. Finora gli autori di questi reati, infatti, attendevano l’arrivo di un cliente che, pur seguendo correttamente tutta la procedura, non riusciva a ritirare le banconote che rimanevano bloccate dalla forcellina metallica inserita precedentemente dal malfattore. Nella maggior parte dei casi, il cliente, pensando a un disservizio, si allontanava per esporre un reclamo e a quel punto il malvivente, attraverso un ulteriore prelievo, estraeva la forcellina metallica e si appropriava del contante.

La nuova modalità utilizzata evidenzia invece come venga utilizzata solo una carta prepagata e la somma asportata sia quindi totalmente in danno della banca e non di un cliente. L’organizzazione si avvaleva quindi di fornitori di carte prepagate che ottenevano regolarmente dagli istituti di credito. Gli stessi, dopo l’utilizzo per i furti non commessi da loro, sporgevano denuncia di furto o di smarrimento della carta. Altri componenti si occupavano invece dell’operazione di prelievo manomettendo il bancomat con l’utilizzo sempre della forcellina metallica asportando dai 750 ai 2400 euro alla volta, a seconda del caricamento massimo consentito dalla banca.

La cattura dei responsabili è avvenuta al termine di articolate e complesse indagini che hanno consentito l’individuazione dei vari componenti, che sono stati ricercati, rintracciati e tratti in arresto nei scorsi giorni: B.O., di 55 anni e N.B. 41 anni, fornitori di carte prepagate, arrestati a Calenzano, in provincia di Firenze; V.R.C., 28 anni, arrestato a Bologna; C. D. B., 27 enne, colui che ha materialmente commesso tutti i furti con la complicità di altri individui che alternativamente avevano la funzione di “palo”.

Proprio ques’ultimo è la mente criminale del gruppo, con un curriculum penale piuttosto corposo, principalmente alimentato da reati contro il patrimonio. Dopo prolungati servizi di osservazione e pedinamento, è stato individuato e fermato dai militari a Ventimiglia; proveniva dalla Francia dove si era rifugiato dopo la commissione dei furti in Italia.

Arrestata anche L.V.C., 28 enne, fornitrice delle carte prepagate, rintracciata a Genova e condotta agli arresti nella sua abitazione di Sampierdarena. Indagata, ma non colpita da provvedimento, M.R.C., 25 enne, che, con il proprio bambino, faceva da “palo” durante i prelievi fraudolenti.

I malviventi sono risultati in grado di muoversi con grande rapidità e facilità tra la Romania, la Francia e l’Italia, ricomponendosi all’occorrenza e operando in maniera seriale. Il giro d’affari interrotto si stima potesse arrivare a centinaia di migliaia di euro l’anno.