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Regione, Montelone indagato per peculato: “Un grande equivoco, sono sereno”

Regione. “Un grande equivoco”. Il presidente del consiglio regionale Rosario Monteleone, raggiunto da un avviso di garanzia per una sospetta distrazione di fondi, ha ribadito di essere “sereno e tranquillo” davanti alla stampa convocata oggi in via Fieschi a notizia diffusa. “Spero di aver presto l’opportunità di chiarire al magistrato che si tratta di questo, di un grande equivoco”.

monteleone

Monteleone, difeso dall’avvocato Silvio Romanelli, è stato raggiunto da un invito a comparire con l’accusa di peculato. In particolare, per il presidente del consiglio regionale, la distrazione dei fondi sarebbe dalla presidenza del Consiglio e dal gruppo Udc, mentre per Limoncini anche egli indagato, solo dal partito. Il fascicolo, relativo ad una distrazione di fondi di circa 100 mila euro nel biennio 2010-2012, è originato dall’inchiesta sulle “spese pazze”. In particolare secondo l’accusa ammonterebbero a circa 30.000 euro gli ammanchi dalla presidenza del Consiglio regionale e circa 90.000, a vario titolo, la somma che, sulla base delle indagini sarebbe stata distratta con varie modalità.

“Non so esattamente qual’è la contestazione, ma questo è assolutamente infondato”, ha dichiarato Monteleone riferendosi all’ipotetica sottrazione di 100 mila euro.

Monteleone in mattinata si è poi recato dal presidente della Regione Claudio Burlando per informarlo della notifica dell’avviso di garanzia ricevuto dalla procura di Genova. “Correttamente ho avvisato Burlando. Gli ho detto anche che mi sento sereno e tranquillo, che ho molta fiducia nella magistratura e nelle forze dell’ordine. Mi sembrava comunque opportuno e giusto doverlo fare”.

Il presidente del consiglio regionale va quindi avanti “con la serenità e la tranquillità che mi ha sempre contraddistinto. Spero anzi di poter chiarire al più presto al magistrato questo equivoco”. Secondo Monteleone infatti si tratterebbe “di errori di valutazione contabili, che non corrispondono al vero”.

“Non c’è nessuna sottrazione di nessuna somma da parte mia – ha ribadito – io proseguo con serenità, so di aver fatto il mio dovere e di aver anzi contribuito a smantellare un sistema che non andava. Io ero fra i promotori della legge”, ha ricordato riferendosi alla nuova normativa regionale varata dopo lo scandalo delle spese pazze liguri.

“Un atto dovuto, stanno approfondendo le indagini – ha commentato Marco Limoncini, capogruppo Udc in consiglio regionale- Ho la coscienza a posto”.

“Sono tranquillo, errori non ce ne sono stati. Chiariremo con chi di dovere quando ci chiameranno”. ha aggiunto l’ex sindaco di Cicagna.

Nelle settimane scorse militari della Guardia di Finanza avevano acquisito, su mandato del sostituto procuratore Francesco Pinto, documenti negli uffici del Consiglio regionale della Liguria.

In particolare erano stati chiesti documenti relativi alle spese del personale e alle spese di funzionamento della presidenza e della vicepresidenza del Consiglio.

La Guardia di Finanza aveva chiesto documenti relativi alle spese degli uffici del presidente Monteleone e dei due vicepresidenti vicari Michele Boffa (Pd) e Luigi Morgillo (Pdl). Tra i documenti acquisiti ci sono contratti e buste paga dei dipendenti.