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Rapallo, il caso rifiuti e le telecamere “spia”: scoppia la polemica

Rapallo. E’ polemica a Rapallo sulle videocamere di videosorveglianza, o meglio dopo le dichiarazioni del consigliere Mariella Gerbi, che ha detto di aver guardato le immagini per verificare comportamenti scorretti nel conferimento dei rifiuti differenziati.

“Le telecamere ci debbono essere senza ombra di dubbio, ma perché un semplice consigliere comunale può visionare tutte le registrazioni? Quanti altri hanno visionato questi ed altri nastri?”, scrive Marina sul gruppo Facebook “Mugugno Rapallo”. Una notizia non va giù alla popolazione e lo dimostrano i commenti. “Una follia!”, commenta Francesco, seguito a ruota da altri cittadini infuriati.

“Chi, nel comune di Rapallo, è il titolare del trattamento dei dati? Dov’è la delibera che autorizzata un consigliere comunale a visionare i nastri? Le telecamere sono collegate alle forze dell’ordine? Per quanto tempo vengono conservati i nastri? Il comune ha ottenuto l’autorizzazione del garante della privacy per l’installazione delle videocamere posizionate vicino ai cassonetti? Sono segnalate dagli appositi cartelli? Vi ricordo che, anni fa, a Chiavari furono installate videocamere con microfoni che registravano le conversazioni dei passanti (eliminate subito dopo il ricorso al Garante)”, scrive ancora Marina.

Giancarlo posta invece il regolamento per la videosorveglianza in città. “Quindi, il titolare del trattamento è il Comune di Rapallo nella persona del Sindaco e il responsabile del trattamento è il comandante della Polizia Municipale. Non si cita da nessuna parte un consigliere di minoranza”, commenta Marina.

“Se non sbaglio, la consigliera Gerbi ha dichiarato di averle visionati la sera a casa, se fosse così sinceramente che le riprese di chiunque escano dagli uffici ed entrino in una casa privata .. col rischio di andare in mano a chiunque (per distrazione o imprevisto) sinceramente non mi piace. Capisco la buona fede e il tentativo di trovare chi lascia gli ingombranti in strada… ma non mi pare un metodo corretto”, scrive Loriana. “Chi ha sbagliato ed abusato del suo potere…se la vicenda è possibile vita, deve pagare. Io nn voglio finire negli archivi immagine di qualunque privato”, dice Giacomo.

C’è anche chi è d’accordo con il modo di agire del consigliere Gerbi. “Mah secondo me è giusto”, commenta Domenico, ma le opinioni contrarie sono decisamente in numero maggiore.

Intanto l’associazione ORAS ha fatto un esposto e su questo punto le opinioni si dividono nuovamente, tra chi lo ritiene opportuno e chi invece la considera una misura esagerata. Ma una cosa è certa: il caso è destinato a far parlare ancora molto.