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Partecipate, torna la delibera: in arrivo partner privati per Amiu e Aster, a fine anno le sorti di Amt

Genova. Marco Doria l’aveva promesso, le decisioni sulle partecipate sarebbero arrivate entro ottobre. Giorno più giorno meno, la contestata delibera, rimandata a settembre dopo le sollevazioni popolari, e poi ritirata per permettere il confronto con i sindacati, è stata oggi varata dalla giunta di Tursi.

La ricetta, come prospettato ad agosto, non è unica. Per ogni azienda c’è, o quasi, una soluzione, che spesso coincide con parziali percorsi di privatizzazione. Quello che cambia rispecchio al vecchio testo sono le modifiche recepite alla luce del confronto con i sindacati e accolte da Tursi: recupero di efficenza, miglioramento e garanzia di qualità nei servizi, mantenimento del livello occupazionale, riqualificazione del personale. E, soprattutto, una richiesta esplicita: “Inizierà un percorso per la redazione di un protocollo di mobilità ‘inter company’ tra le partecipate, oltre a percorsi incentivati alla pensione in ottica di razionalizzazione”, spiega l’assessore al Bilancio Franco Miceli.

Nel dettaglio: le aziende considerate non strategiche, Bagni Marina e Farmacie, saranno monitorate poi, se in perdita, “si valuterà la privatizzazione o forme paritarie”. Più delicata, invece, la questione Amt, Amiu e Aster.

Su Amt nulla sembra cambiare fino alla pronuncia definiva dell’Advisor. Solo allora potrà partire la discussione. “Aspettiamo il responso degli esiti dell’Advisor per poi decidere le strategie”, la conferma di Miceli. Importante, però, scritto nero su bianco nel testo un passaggio: entro il 31 dicembre la giunta farà al consiglio una proposta operativa “che possa coniugare la necessità di garantire una continuità aziendale fondata sul necessario rafforzamento economico con la necessità di garantire al cittadino elevati standard di servizio”, impegnando Tursi “a sostenere Amt nel recupero di ulteriori margini di efficienza”. Vendita o meno, e in quale quota.

Questione Amiu. Sulla scia delle recenti dichiarazioni dell’ad Pietro D’Alema: “Siamo arrivati alla decisione: un’azienda che non sia più in house ma stia sul mercato – ha detto il vicesindaco Bernini – A questo punto, fuori dai vincoli dell’in house, potremmo partecipare a gare anche fuori dal territorio. In questo modo, anche facendo partecipare un socio di finanziario in quota di minoranza, potremmo fare investimenti necessari x chiudere il ciclo dei rifiuti”. E sul gassificatore Bernini e il Pd hanno posizione favorevole. La privatizzazione Amiu è quindi un’ipotesi. “Alla società viene chiesto un piano industriale che assicuri lo sviluppo dell’azienda – ha aggiunto ancora Miceli – anche in vista delle possibili normative regionali, che suggerisca l’uscita dai vincoli dell’ in house e che possa quindi prevedere l’entrata di un partner a capitale sociale”.

Anche al management di Aster si chiede di sviluppare un piano industriale “urgente” per uscire dalle maglie dell’in house. “Aster ha diversi settori di intervento – ha ribadito Bernini – alcuni strategici, e su progetti di sviluppo può trovare un partner”. In questo caso, serve qualcuno che investa, ma non per forza compri quote. “Se voglio fare progetti di risparmio energetico – ha fatto un esempio il vicesindaco- non è detto che questo partner debba acquisire per forza una percentuale di Aster, si può fare di volta in volta delle Ats”.

Poi per intrecciare un altro tema caldo, Aster produce bitume e buona parte del Terzo Valico sono strade. “In questo modo potrebbe partecipare alle gare per fornire il bitume ai cantieri”, ha detto ancora Bernini.

Altro punto centrale per Tursi (e per i sindacati): la mobilità dei lavoratori delle partecipate, nell’ottica di “un’attenzione particolare alle esigenze occupazionali”. Mobilità interna, accompagnamento alla pensione, e in casi rari e particolari, l’assunzione o la riassunzione da parte del Comune.

Lunedì è convocata una riuone di maggioranza, la delibera andrà in commissione la prossima settimana, per poi sbarcare in consiglio, probabilmente, già quella successiva.