Omicidio Di Negro, la Corte non crede a Bravo: condannato a 5 anni e 8 mesi - Genova 24
Cronaca

Omicidio Di Negro, la Corte non crede a Bravo: condannato a 5 anni e 8 mesi

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Genova. La Corte di Assise di Genova, presieduta dal giudice Anna Ivaldi ha condannato il giovane 20enne ecuadoriano Johnatan Alexis Bravo a 5 anni e otto mesi con le attenuanti generiche e della provocazione, per l’omicidio di Roberto Danny Morales Miguez, avvenuto il 19 agosto 2012 alla fermata del bus di via Bruno Buozzi, poco lontano dalla discoteca Estrella.

La Corte quindi, dopo circa 4 ore e mezzo di camera di consiglio, dove sono stati visionati più volte i filmati prodotti dalla difesa, non ha creduto alla versione fornita in aula dal giovane (che sono la scorsa settimana, nella penultima udienza del processo, ha scelto di raccontare la “sua” verità), secondo cui a colpire Morales sarebbe stato il minorenne B. R., con un calcio al torace che avrebbe fatto cadere a terra la vittima, deceduta per aver battuto la testa contro l’asfalto. Per questo, tra l’altro, la Corte ha anche disposto il rinvio degli atti alla Procura per calunnia.

Il giudice ha anche disposto le provvisionali per il risarcimento delle parti civili del processo rappresentate dall’avvocato Emanuele Tambuscio: 10 mila euro a testa per i genitori di Morales e 30 mila euro per il figlioletto della vittima, che al momento dei fatti aveva pochi mesi.

I fatti. Secondo la ricostruzione della Procura erano circa le 4 del mattino e Morales con quel gruppo di coetanei probabilmente aveva già avuto da dire visto che si era tolto la cintura e li minacciava da lontano facendola mulinare per aria. Proprio dal gruppo a un certo punto si stacca e parte l’assassino: sferra un pugno, forse due, in pieno volto. Morales cade a terra e batte la testa. Morales, padre di una bimba di 3 anni, morirà alcune ore dopo in ospedale. A terra però viene colpito altre volte, con calci al torace e ancora alla testa. La scena viene ripresa in parte dalle telecamere della metropolitana di Di Negro, e poi ci sono due testimoni privilegiati: due agenti del reparto mobile di Bolzaneto che avevano appena staccato dal servizio. Le telecamere, non hanno però fornito immagini chiarissime, anche a causa della presenza di un albero.

Ma la difesa di Bravo, sostenuta dagli avvocati Igor Dante e Silvana D’Agostino, aveva portato in aula una propria consulenza tecnica che doveva dimostrare che a colpire con un calcio Morales sarebbe stato un giovane con le scarpe bianche, diverse da quelle indossate dall’imputato. Il giovane accusato da Bravo sarebbe uno dei minorenni accusati dalla Procura di favoreggiamento, ma nessuno fino ad ora aveva ipotizzato potesse esserci un aggressore diverso dall’imputato che, comunque, secondo Bravo, avrebbe agito per legittima difesa visto l’atteggiamento minaccioso della vittima.

Il pubblico ministero Federico Panichi, però, non aveva creduto a questa versione considerata tardiva dell’imputato e aveva chiesto in aula una condanna a 6 anni e 8 mesi per omicidio preterintenzionale, con l’attenuante della provocazione. Questa mattina in aula il pm aveva aggiunto che, qualora la Corta avesse avuto dubbi sulla dinamica dei fatti, avrebbe dovuto rinviare gli atti al pm per istruire un processo per concorso anche a carico del minorenne. Ma dubbi la Corte non ne ha avuto. La difesa ha annunciato il ricorso in appello.

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