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Omicidio Di Negro, imputato in aula accusa un altro giovane. Ma il pm non gli crede e chiede 6 anni e 8 mesi

Genova. Colpo di scena nella penultima udienza per l’omicidio di Roberto Danny Morales Miguez, avvenuto il 19 agosto di un anno fa alla fermata del bus di via Bruno Buozzi, poco lontano dalla discoteca Estrella.

Johnatan Alexis Bravo, 20 anni, accusato di omicidio preterintenzionale, dopo essersi sempre rifiutato di parlare davanti al magistrato, questa mattina in corte d’assise ha detto la “sua” verità, accusando un giovane del suo gruppo, allora minorenne, di aver inferto a Morales il calcio fatale, un calcio al torace che lo ha fatto finire a terra e battere la testa, caduta che ha poi causato la morte del giovane.

Erano circa le 4 del mattino e Morales con quel gruppo di coetanei probabilmente aveva già avuto da dire visto che si era tolto la cintura e li minacciava da lontano facendola mulinare per aria. Proprio dal gruppo a un certo punto si stacca e parte l’assassino: sferra un pugno, forse due, in pieno volto. Morales cade a terra e batte la testa. Morales, padre di una bimba di 3 anni, morirà alcune ore dopo in ospedale. A terra però viene colpito altre volte, con calci al torace e ancora alla testa. La scena viene ripresa in parte dalle telecamere della metropolitana di Di Negro, e poi ci sono due testimoni privilegiati: due agenti del reparto mobile di Bolzaneto che avevano appena staccato dal servizio. Questa la ricostruzione della Procura. Le telecamere, non hanno però fornito immagini chiarissime, anche a causa della presenza di un albero.

Ma la difesa di Bravo (gli avvocati sono Igor Dante e Silvana D’Agostino) ha portato in aula una propria consulenza tecnica che dimostrerebbe che a colpire con un calcio Morales sarebbe un giovane con le scarpe bianche, diverse da quelle indossate dall’imputato. Il giovane accusato da Bravo sarebbe uno dei minorenni accusati dalla Procura di favoreggiamento, ma nessuno fino ad ora aveva ipotizzato potesse esserci un aggressore che, comunque, secondo Bravo, avrebbe agito per legittima difesa visto l’atteggiamento minaccioso della vittima.

Il pubblico ministero Federico Panichi, però, non crede a questa versione considerata tardiva dell’imputato e ha chiesto oggi in aula una condanna a 6 anni e 8 mesi per omicidio preterintenzionale, con l’attenuante della provocazione.