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Museo Luzzati, Amga e Iren insieme per il Festival della Scienza foto

Genova. Continua la collaborazione tra Fondazione AMGA, il Gruppo Iren e il Museo Luzzati nell’ambito del Festival della scienza. Dopo la mostra dello scorso anno “L’Officina di Vulcano Lavoro, tecnologia, arte”, dedicata ai graffiti realizzati da Emanuele Luzzati e Dario Bernazzoli nella sede storica di AMGA (oggi Iren), il prossimo 23 ottobre verrà inaugurata presso il Museo Luzzati la mostra “Le fonti, la vita, il lavoro. Tecnologia e bellezza nel patrimonio artistico del gruppo IREN” che approfondisce il connubio tra lavoro, tecnologia e arte, aspetto caro all’azienda fin dalla sua fondazione.

Per la prima volta a Genova, l’installazione La Fenice di “Luci d’artista” di Torino davanti al Museo Luzzati farà da scenario al bastione di Porta Siberia per tutta la durata del Festival della Scienza 2013.

Ad arricchire la scenografia, nel segno del tema della bellezza e del lavoro, arriveranno da Torino anche alcune sagome dello storico presepe di Emanuele Luzzati raffiguranti gli antichi mestieri.

Queste in sintesi le iniziative presentate oggi dal Gruppo Iren e dal Museo Luzzati a Palazzo Ducale a Genova, alla presenza di Marco Doria, Sindaco di Genova, Francesco Profumo, Presidente del Gruppo Iren, Amedeo Amato, Presidente di Fondazione AMGA, Sergio Noberini, Direttore del Museo Luzzati, Luca Borzani, Presidente della Fondazione Genova Palazzo Ducale.

Nella mostra, allestita nei locali del Museo Luzzati in Porta Siberia, saranno presentate una serie di opere, inedite per il pubblico, di proprietà del gruppo IREN, realizzate, tra gli altri, da Raimondo Sirotti, Remo Gaibazzi, Nani Tedeschi, Nello Leonardi, Graziano Pompili, Ilario Cuoghi, Mario Madiai, Carlo Romiti che descrivono l’ambiente e il lavoro attraverso soluzioni tecniche e formali in linea con i cambiamenti nel campo delle arti visive dalla metà del XIX secolo.

Inoltre, nell’ambito della mostra verranno esposte le riproduzioni dei graffiti realizzati da Emanuele Luzzati e Dario Bernazzoli, tra 1948 e 1950, nella storica sala mensa di AMGA a Gavette, a testimonianza della storica attenzione dell’azienda per l’ambiente di lavoro come luogo di incontro e di vita da valorizzare e rendere piacevole attraverso le opere di artisti.

L’esposizione vuole testimoniare una fase storica in cui il lavoro, la tecnologia, le novità tecniche entrano a fare parte dell’immaginario e della fascinazione degli artisti e si propongono come soggetto nell’opera d’arte.

A completamento dell’allestimento, per la prima volta a Genova, l’installazione luminosa “La Fenice” progettata nell’ambito della celebre manifestazione torinese “Luci d’artista” che sarà presente sui bastioni del Museo Luzzati di Porta Siberia per tutta la durata del Festival della Scienza 2013 e sarà accompagnata da alcune sagome dello storico presepe di Emanuele Luzzati raffiguranti gli antichi mestieri.

A questo proposito, è necessario ricordare che fu proprio Emanuele Luzzati nel 1997 a iniziare con il Comune di Torino il progetto per le “luci d’artista” attraverso la creazione dello straordinario presepe con una ottantina di personaggi, illuminato da migliaia di piccole luci sugli alberi. Fu la prima “luce d’artista” che illuminò Torino.

Occorre sottolineare che IREN ogni anno a Torino contribuisce alla realizzazione e progettazione della manifestazione “Luci d’artista”, una vera e propria mostra di arte contemporanea pubblica open space, giunta ormai alla sua quattordicesima edizione, che illumina le vie, i portici e le magnifiche piazze della città nel periodo natalizio.

E l’installazione La Fenice che diffonderà la propria luce sul bastione di Porta Siberia del museo dedicato a Luzzati, ripropone un altro significativo esempio di connubio tra arte e tecnologia.

“Tutte le iniziative che presentiamo oggi – ha sottolineato Francesco Profumo, presidente di IREN – dal catalogo dei libri di Luzzati all’esposizione delle opere d’arte di proprietà del Gruppo Iren, alle realizzazioni di Luci d’Artista, oltre a inserirsi pienamente nella tematica del Festival della Scienza 2013 contribuiscono a rendere pienamente visibile il profondo rapporto delle nostre società con il territorio. Sono società che si sono poste, in particolare negli anni della ricostruzione post–bellica ma direi sempre nel corso della loro storia, non solo come luoghi di lavoro e portatrici di benessere economico, ma anche di istanze di promozione sociale e culturale, per i propri dipendenti e per i cittadini dei territori in cui operano. Un valore che ereditiamo e che intendiamo portare avanti in futuro.”

Ha affermato Sergio Noberini: “ Per il secondo anno consecutivo il Museo Luzzati collabora con Iren e Fondazione Amga nell’ambito del Festival della scienza e nel segno del rapporto tra lavoro, tecnologia e bellezza. Emanuele Luzzati ha sempre sottolineato come la propria arte fosse stimolata e modellata dal fine al quale era destinata, un’arte “applicata” appunto, che necessitava di uno scopo preciso, della collaborazione e delle esigenze di tante maestranze diverse per esprimere il meglio di sé. Ed è anche per questo grande valore che Luzzati attribuiva al lavoro (che lo portava a considerarsi con grande understatement quasi un artigiano piuttosto che un artista) che Il Museo a lui dedicato si rivela un luogo ideale per questa mostra e le iniziative collegate. La mostra ci permetterà di scoprire un patrimonio di opere, frutto di un’epoca di grandi fervori, un’epoca in cui la cultura era espressione della città attiva, e città e arte si riconoscevano reciprocamente. Nell’auspicio che questo rapporto stretto possa tornare tale e attuale in un futuro non troppo lontano.”

La mostra realizzata dalla Fondazione Amga per il Festival della Scienza dello scorso anno è ricordata attraverso la pubblicazione “L’officina di Vulcano. Lavoro, Tecnologia e Arte I graffiti di Emanuele Luzzati e Dario Bernazzoli”, che illustra i graffiti di Gavette, celebranti il progresso delle arti e della tecnologia, in sintonia con le aspirazioni diffuse nella società del dopoguerra, volte a creare una fabbrica a misura d’uomo e per l’uomo, in cui la bellezza formale doveva coesistere con la funzionalità, rendendo il lavoro uno strumento di riscatto e di crescita.

Come l’anno scorso, parallelamente alla mostra di quest’anno, saranno organizzate e ripetute in diverse date le conferenze: “Le stagioni dell’impegno. Lavoro, artisti, sindacati e aziende nel dopoguerra italiano” e “Dal disegno al segno e ritorno: nuovi percorsi d’arte nel Novecento Italiano” a cura di Flavia Cellerino, seguite da visite guidate.

Nel corso della mostra saranno inoltre proposti due laboratori di creatività sul tema dei mestieri rivolti ai bambini dai 5 ai 12 anni a cura del Museo Luzzati.