Legge di stabilità, Spi Cgil: "In piena continuità con governi Berlusconi e Monti" - Genova 24
Economia

Legge di stabilità, Spi Cgil: “In piena continuità con governi Berlusconi e Monti”

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Genova. Ieri al Galata Museo del Mare di Genova si è svolta una assemblea dei pensionati liguri alla presenza di Cesare Damiano Presidente della Commissione Lavoro della Camera e di Carla Cantone Segretaria Generale Spi Cgil su quali politiche per garantire le pensioni di oggi e di domani. Una iniziativa di informazione e sostegno alle rivendicazioni contenute nella lettera unitaria Spi Cgil Fnpi Cisl Uilp Uil inviata nei giorni scorsi dai tre segretari nazionali al Presidente del Consiglio Letta; al Presidente è stata ribadita la necessità che la Legge di Stabilità cambi radicalmente segno delle politiche adottate fin qui dai governi in questi ultimi anni, misure che hanno colpito duramente i redditi da lavoro e pensione.

Il blocco della perequazione e cioè della rivalutazione al costo della vita delle pensioni negli anni 2012 e 2013, imposto dal governo Monti-Fornero, ha consentito un “risparmio” di oltre 8,500 miliardi di euro. Risorse sottratte a 6 milioni di pensionati circa, con la mancata rivalutazione annuale delle loro pensioni. Una vera patrimoniale pagata dai soli pensionati (1.654 euro medie pro-capite). Un peso che si è voluto scaricare sui pensionati e sugli anziani, che oltre al taglio delle loro pensioni in questi due anni, produrrà i suoi effetti per tutta la vita perché il reddito perduto non sarà più recuperato. In un Paese dove il 10 per cento della popolazione più ricca possiede la metà delle ricchezze, gli unici a pagare sono i lavoratori e i pensionati, i giovani precari, i disoccupati, mentre nulla si chiede ai ceti più ricchi del Paese.

Lo Spi Cgil chiede al Governo e al Parlamento una buona legge di stabilità che contrasti le scelte recessive e inique adottate fino ad oggi, che hanno prodotto: recessione, disoccupazione, perdita del potere di acquisto, riduzione della protezione sociale.
Purtroppo, le informazioni che emergono in queste ore sono poco rassicuranti.

Ancora una volta si vuole imporre una patrimoniale alle pensioni medio-basse agendo sulla rivalutazione annuale delle pensioni, escludendo i pensionati dal bonus IRPEF, finanziando in modo ridicolo il fondo nazionale per la non autosufficienza, tagliando ulteriori risorse al fondo nazionale della sanità, il blocco dei salari dei lavoratori pubblici ecc.
Queste scelte, se confermate, sono in piena continuità con le politiche dei governi Berlusconi e Monti: non subiremo passivamente queste scelte.