Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Incidente Jolly Nero: interrogato il direttore d’armamento della Messina. La Procura: a dicembre indagini chiuse

Genova. Sono quasi chiuse le indagini coordinate dal pubblico ministero Walter Cotugno sulla tragedia del 7 maggio scorso quando la nave della Messina Jolly Nero si è schiantata contro la torre dei piloti del porto di Genova uccidendo nove persone.

Questa mattina negli uffici della Procura è stato interrogato il consigliere d’amministrazione e direttore d’armamento della compagnia Messina. Gianpaolo Olmetti.

Il comandante Olmetti, 62 anni, è responsabile anche del Sistema di Gestione sicurezza (Sms) della Compagnia, che prevede per legge l’analisi degli incidenti occorsi alla flotta e l’adozione di opportune contromisure per evitare il ripetersi degli eventi. L’Olmetti, difeso dagli avvocati Angelo Giarda e Carlo Uva, si è difeso presentando anche una memoria di sintesi rispetto agli incidenti che la Procura ha raccolto come elementi di prova.

Olmetti, come il comandante Paoloni, il pilota Anfossi, il primo ufficiale Repetto e il direttore di macchina Gianmoro è indagato per omicidio colposo plurimo, attentato alla sicurezza dei trasporti e crollo colposo di costruzione. Ma la sua è evidentemente una posizione più defilata (Olmetti in quanto direttore dell’armamento non era a bordo della Jolly ma quella sera era in ufficio nella sede dalla Compagina Messina), che riguarda appunto la messa a punto di un sistema di sicurezza volto a prevenire il ripetersi di incidenti.

La sua posizione quindi, sembra, a questo punto delle indagini, l’unica su cui la Procura deve ancora prendere una decisione definitiva rispetto a una richiesta di rinvio a giudizio.

E Olmetti, insieme al pilota Paolo Anfossi, è anche l’unico che ha accettato finora di rispondere alle domande del pm, mentre tutti gli altri indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Con quello di questa mattina gli interrogatori sono terminati. La Procura attende solo che dalla Marina militare di Livorno arrivi un supplemento di indagini tecniche relative alla nave per mettere insieme tutti i “pezzi” che ricostruiscono le responsabilità del tragico schianto. E la volontà del Procura è chiara: chiudere le indagini entro dicembre, senza chiedere alcuna proroga.

Olmetti e’ anche indagato per l’articolo 611 del codice penale, che si riferisce a chi usa violenza o minaccia per fare commettere a qualcuno un reato. Secondo il direttore di macchina Fabio Gianmoro, infatti, Olmetti avrebbe fatto pressioni perché i marinai la notte dell’incidente, non parlassero con i magistrati ma solo con la Capitaneria di Porto. Come detto, quella sera alle 23 Olmetti era ancora nel suo ufficio. Ed è proprio lui che il comandante Paoloni chiama al telefono pochi minuti dopo il disastro. Esattamente tre minuti dopo. Sono le 23.02 e Paoloni avverte così i Messina: “Olmetti sono Paoloni, siamo andati addosso alla banchina. E’ successo un disastro, abbiamo buttato giù la torre dei piloti”.