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Incidente Jolly Nero, i familiari di una delle vittime: “Indagare su ruolo Capitaneria”

Genova. I familiari di Giuseppe Tusa, una delle 9 vittime della Torre Piloti abbattuta dalla Jolly Nero il 7 maggio scorso, chiedono alla Procura di indagare per verificare se la Capitaneria di porto, come datore di lavoro, abbia messo in atto tutte le misure per garantire la sicurezza sul posto di lavoro valutando i rischi legati all’attività nella Torre.

I familiari chiedono che sia verificato se la Torre è stata costruita in modo da non mettere in pericolo la vita delle persone che vi lavoravano.

Gli avvocati Stefano Bigliazzi di Genova e Armando Sorrentino del foro di Palermo, che assistono
la parte offesa, hanno formulato le loro richieste in una memoria depositata oggi indirizzata al procuratore capo di Genova. Secondo i legali la mancata messa in sicurezza della Torre Piloti situata sul molo Giano del porto genovese costituisce l’occasione per approfondire l’indagine.

Nella loro memoria spiegano che la Torre piloti ospitava le sale operative della Guardia Costiera, dei piloti e dei rimorchiatori di Genova e, quindi, sia personale militare della Capitaneria sia personale civile con datori di lavoro privati. Spiegano però che per entrambe le categorie vige la normativa per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Inoltre sottolineano come la Torre Piloti che era situata sul molo Giano nel porto di Genova era stata costruita in uno spazio limitato senza alcuna protezione del ‘pilastro-torre’ mentre avrebbe dovuto avere delle barriere protettive per bloccare eventuali urti. I due legali, quindi, rivolgendosi alla Procura
chiedono che si indaghi se il datore di lavoro di Giuseppe Tusa e altri datori di lavoro abbiano messo in atto tutte le misure di prevenzione per garantire la sicurezza sul luogo di lavoro e abbiano valutato i rischi connessi all’attività lavorativa svolta nella Torre ed, eventualmente, con quali modalità.

Il lavoro di Giuseppe Tusa, 30 anni, di Palermo, sottocapo di seconda classe del Corpo della Capitanerie di Porto, si svolgeva nella sala operativa della Torre, situata a circa 50 metri d’altezza. Fu ritrovato senza vita l’8 maggio, il giorno dopo la tragedia.