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I porti di Genova e Anversa uniti in nome dei migranti: dal padre di Papa Francesco ad Albert Einstein

Genova. Vi è un legame profondo che unisce i porti di Genova ed Anversa: quello dei migranti. Tra ‘800 e ‘900 furono a milioni gli europei che lasciarono la loro terra per andare nel ‘nuovo mondo’. Partendo o da Genova, o da Anversa. Salpò dalla Lanterna per Buenos Aires nel 1928 il padre di Papa Francesco, Mario Bergoglio. Partirono da Anversa per gli Usa Albert Einstein, Golda Meir. Così i responsabili dei Musei dei Migranti delle due città hanno presentato il nuovo ‘Red Star Line Museum’, il museo dei Migranti, aperto il 28 settembre scorso nella città belga.

“Red Star Line è il nome della compagnia di navigazione che ha trasportato oltre 2 milioni di europei negli Stati Uniti, di cui circa 20.000 italiani, tra la metà del XIX e i primi decenni del XX secolo – ha spiegato il responsabile del museo belga, Paul Verheyen -. Anversa, come Genova, ha voluto dedicare alla storia della migrazione un museo. Che racconta la storia della Red Star Line dalle origini al suo declino”.

“Noi – ha detto il direttore del Mu-Ma, Pierangelo Campodonico – con la sezione denominata Mem siamo il primo museo in Italia sulle ‘Memorie e Migrazioni’. Custodiamo le storie di tante persone che da qui si sono imbarcate per emigrare. Come, per esempio, i genitori di papa Bergoglio”.

Verheyen ha ricordato che uno dei viaggiatori più assidui della Red Star Line fu Albert Einstein. Il futuro premio Nobel della Fisica era in viaggio dagli Usa verso Anversa quando Hitler nel 1933 prese il potere. Appena sbarcato decise di non tornare a Berlino. Scrisse la propria lettera di dimissioni dall’Accademia Prussiana delle Scienze sulla carta intestata della compagnia di navigazione Red Star Line.