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Genova, al via la stagione teatrale: Doria promuove i “beni comuni”, ma il “mugugno” corre su Facebook

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Genova. “Credo che il compito dell’amministrazione sia quello di tutelare al meglio questi “beni comuni”; e penso che i genovesi che li apprezzano debbano essere essi stessi i promotori della loro città insieme alle istituzioni”.

E’ il messaggio postato ieri sera dal sindaco Marco Doria sulla sua pagina Facebook che, neanche a dirlo, ha diviso più o meno equamente i cittadini della piazza virtuale. A fronte di una cinquantina di likes e di una decina di condivisioni, la pioggia di commenti fa emergere le criticità e i nervi scoperti dei cittadini, da ponente a levante. L’occasione per Doria era stato uno “splendido spettacolo di Marco Paolini al Teatro della Corte”, in concomitanza con l’inizio stagione dei teatri in città. Una mano tesa verso l’offerta culturale genovese.

“Si tratta di teatri in molti casi sostenuti dal Comune, che propongono cartelloni interessanti e vari – ha scritto il sindaco – La Galleria di Arte Moderna a Nervi dove sono esposte opere dell’Otto e del Novecento italiano, in un contesto di particolare bellezza. E’ solo uno dei tanti musei civici della città che ne ha molti altri, altrettanto belli. A Nervi ho percorso i parchi – che sono oggetto di interventi di manutenzione da parte del Comune – e la passeggiata, con i suoi scorci spettacolari”. Infine l’invito a tutelare al meglio i “beni comuni”, partendo in primis dall’amministrazione.

“Nervi è stupenda – il primo commento ‘local’ di Maria – Spero non sia vera la notizia di un progetto di vasche per l’allevamento delle orate davanti a torre Gropallo con relativa base di smistamento del pesce nel porticciolo”.

Mirco invece sposta subito l’attenzione al generale: “Bene…quando si passa dalla forma alla sostanza?! Più che dei teatri e dei musei di Genova, personalmente, sono preoccupato da tante altre cose tra cui il “degrado” del nostro centro storico, la poca sicurezza dello stesso, la lentezza della burocrazia cittadina, la copertura solo formale di alcuni diritti ecc”.

Poi il grido d’allarme delle periferie e dei quartieri in cui è alta la percezione di disagio. “Egregio Sig. Sindaco – scrive Cristina – La invito a fare una visita nel quartiere di Multedo, l’offerta culturale è molto importante e va di pari passo con la vivibilità della città. Se sarà così cortese da prendere in considerazione il mio invito Le farò constatare il quartiere in che condizioni vive e le strutture Comunali in che stato versano. Forse sarebbe ora di fare qualche cosa. La ringrazio”.

“Facile fare nella nervi.. – rincara Antonio -la vera sfida sarebbe rendere dignitose le periferie….questa sarebbe la sfida di un sindaco”.

“I problemi si accumulano da molti anni cari concittadini – risponde Lorenzo – e’ giusto rammentarli ma non colpevolizzare solo e per intero il Sindaco attuale io sono di Sampierdarena)”.

Parere opposto, Christian: “sindaco fatti un giretto a piedi alla sera ( non dico di notte, basta all’imbrunire) a Sampierdarena, Piazza Settembrini, via Avio, via Buranello, via Fillak ecc…l’unica forma culturale è la gente ubriaca che vomita per strada o la feccia che gioca nelle sale da gioco”.

Bene la cultura, ma non basta, il pensiero di alcuni commentatori. Valentina, così come altri, vorrebbero maggiore concentrazione sui problemi della città. “Forse prima di andare a teatro sarebbe meglio che facesse un giro in città ( tutta la città )… Abbiamo colpa tutti, ma chi ha il potere in mano di cambiare veramente le cose e continua a fare da spettatore credo sia molto peggio”.

Carlo rilancia: “be però appena qualcuno vuole fare qualcosa gli tarpano le ali e qui non è colpa del sindaco”.

E poi una nota “spiccia”: “Anch’io amo Paolini, sarei andata a vederlo molto volentieri, ma le mie entrate non me lo permettono! Beato lei sig.sidaco!”.