G8 di Genova, Mario Placanica in aula il 27 gennaio nel processo per la morte di Carlo Giuliani

Genova. Mario Placanica, il carabiniere che il 20 luglio 2001 uccise Carlo Giuliani in piazza Alimonda, tornerà a Genova su richiesta del giudice civile Roberto Bonino che sta ricostruendo la circostanze che portarono alla morte del giovane manifestante nell’ambito del G8 di Genova del 2001.

Il magistrato, a meno di una settimana dall’udienza in cui è stato analizzato il video realizzato dai consulenti tecnici della famiglia Giuliani, ha sciolto la riserva ammettendo tutti i testi chiesti dalla famiglia di Carlo, e anche diversi testi chiesti dalle parti chiamate in causa dai Giuliani (che sono lo stesso Mario Placanica, Adriano Lauro e i ministeri della Difesa e dell’Interno).

Un chiaro segno che il tribunale civile di Genova vuole vederci chiaro, segnale certamente positivo per la famiglia Giuliani, le cui istanze sono sostenute in aula dall’avvocato Gilberto Pagani, che ha scelto il processo civile come ultima istanza perché siano chiarite le responsabilità per quanto accadde in piazza.

Placanica è stato citato dal giudice per il prossimo 27 gennaio. “Non è obbligato a venire – chiarisce l’avvocato Pagani – ma è evidente che se non si presenterà il giudice ne terrà conto”. A differenza di quanto avviene nei processi penali sarà lo stesso giudice a fare le domande a Placanica, domande limitate ai quesiti richiesti dalla parte che ha chiesto la citazione.

Pur non avendo mai dovuto sottoporsi ad alcun processo per la morte di Giuliani (Placanica fu prosciolto in udienza preliminare su richiesta del pubblico ministero Silvio Franz), Placanica, arriverà a Genova per la terza volta. Nel settembre 2005, infatti, l’ex carabiniere Fu chiamato come teste nell’ambito del processo a 25 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio. Anche i giudici di quel processo volevano veder chiaro su quanto accadde in piazza Alimonda, ma Placanica, si avvalse della facoltà di non rispondere, visto che la sua posizione non era ancora stata archiviata in via definitiva.

Poi è tornato in aula nel giugno 2007, sempre nell’ambito dello stesso processo, chiamato dai legali delle difesa dopo che tramite il suo legale di aveva dicharato di raccontare la “sua” verità su quel tragico pomeriggio, dicendo di non aver ucciso Giuliani. Quando arriverà in aula le sue dichiarazioni saranno invece molto moderarate. Rispondendo alla domanda di un difensore disse di aver sparato in aria senza vedere nessuno davanti a sé: “Ho saputo di aver colpito qualcuno solo la sera, quando venne da me in ospedale un maggiore dei Carabinieri per interrogarmi”. Poi tramite il suo legale Carlo Taormina continuerà negli anni a tirar fuori dichiarazioni schizofreniche su quanto successe. E nel 2008 il suo legale Carlo Taormina ha sporto denuncia contro ignoti per l’omicidio di Carlo Giuliani.

Sempre il 27 gennaio il giudice Bonino sentirà anche il vice questore aggiunto della Polizia di Stato Adriano Lauro, che quel giorno coordinava il pattuglione di carabinieri di cui faceva parte Placanica. Nelle successive udienze verranno ascoltati altri importanti testimoni. Tra questi Giovanni Truglio, oggi generale dell’Arma, nel 2001 coordinava le Brigate di intervento risolutivo create ad hoc per il G8 di Genova, e Claudio Cappello, oggi colonnello al comando del 5° battaglione Carabinieri Emilia – Romagna, che nel 2001 comandava la Compagnia di Placanica. Tra le altre audizioni previste quella di Alessandra Bucci, allora capo della sezione Omicidi della Questura di Genova (oggi dirigente della Polizia Stradale) e quella di Paolo Cremonesi, primario del pronto soccorso dell’Ospedale Galliera. Per i restanti testi, 10 in tutto, il giudice ha già fissato ulteriori udienze il 3, 10 e 17 febbraio prossimi. La famiglia Giuliani aveva anche chiesto l’audizione del medico legale Marco Salvi, che fece l’autopsia sul corpo di Carlo, ma il giudice ha ritenuto superflua la sua testimonianza, visto che il risultato dell’esame è agli atti del processo.

Il magistrato si è anche riservato di acquisire ulteriori filmati o atti del procedimento archiviato e del processo ai 25, dove furono ampiamente ricostruiti anche parte degli avvenimenti di piazza Alimonda.